Perché vivo

Perché vivo
Perché vivo
Per la gamba gialla
D'una donna bionda
Appoggiata al muro
In pieno sole
Per la vela gonfia
Di un battello del porto
Per l'ombra delle tende
Il caffè ghiacciato
Che si beve con la cannuccia
per toccare la sabbia
Vedere il fondo dell'acqua
Che diventa così azzurro
Che discende tanto in basso
Con i calmi pesci
Pascolanti sul fondo
Che si librano sopra
I capelli delle alghe
Come uccelli lenti
Come uccelli azzurri
perché vivo
Perché è bello.
Boris Vian
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    Scritta da: Violina Sirola

    Un poète

    Un poète
    c'est un être unique
    a des tas d'exemplaires
    Qui ne pense qu'en vers
    Et n'écrit qu'en musique
    Sur de sujet divers
    De rouges ou des verts
    Mais toujours magnifiques

    Un poeta
    è un essere unico
    In tanti esemplari
    Che pensa solamente in versi
    e non scrive che in musica
    Su soggetti diversi
    Sia rossi che verdi
    Ma sempre magnifici.
    Boris Vian
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      Distruggono il mondo

      Distruggono il mondo
      in pezzettini
      distruggono il mondo
      a colpi di martello
      ma è lo stesso per me
      è proprio lo stesso
      ne resta abbastanza per me
      ne resta abbastanza
      basta che io ami
      una piuma azzurra
      un sentiero di sabbia
      un uccellino pauroso
      basta che ami
      un filo d'erba sottile
      una goccia di rugiada
      un grillo di bosco
      massì possono distruggere il mondo
      in pezzettini
      ne resta abbastanza per me
      ne resta abbastanza
      avrò sempre un po' d'aria
      un filino di vita
      nell'occhio un barbaglio di luce
      e il vento tra le ortiche
      e anche e anche
      se mi sbattono in prigione
      ne resta abbastanza per me
      ne resta abbastanza
      basta che io ami
      questa pietra corrosa
      questi ganci di ferro
      dove spiccia un filo di sangue
      io l'amo io l'amo
      la superficie consumata del mio letto
      il saccone e la lettiera
      la polvere del sole
      amo lo spioncino che s'apre
      gli uomini che sono entrati
      che avanzano che mi trascinano via
      ritrovare la via del mondo
      e ritrovare il colore
      amo questi due lunghi travi
      questa lama triangolare
      questi signori vestiti di nero
      mi fanno la festa e ne sono fiero
      io l'amo io l'amo
      questo paniere riempito di suoni
      dove metterò a posto la testa
      oh io l'amo per davvero
      basta che io ami
      un breve filo d'erba azzurra
      una goccia di rugiada
      un amore d'uccellino pauroso
      distruggono il mondo
      con i loro martelli pesanti
      ne resta abbastanza per me
      ne resta abbastanza cuor mio.
      Boris Vian
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        Morirò di cancro alla colonna vertebrale

        Morirò di cancro alla colonna vertebrale
        Accadrà una sera orribile
        Chiara, calda, profumata, sensuale,
        Morirò della putrefazione
        Di certe cellule poco conosciute
        Morirò per una gamba amputata
        Da un topo gigante sbucato da una fogna gigante
        Morirò di cento tagli
        Il cielo mi sarà caduto addosso
        Fracassandosi come una vetrata pesante
        Che farà scoppiare le mie orecchie
        Morirò di ferite segrete
        Inflitte alle due del mattino
        Da assassini vaghi e calvi
        Morirò senza accorgermi
        Di morire, morirò
        Sepolto sotto le rovine secche
        Di mille metri di cotone sprofondato
        Morirò annegato nell'olio di spurgo
        Calpestato da bestie indifferenti
        E, subito dopo, da bestie differenti
        Morirò nudo, o vestito di tela rossa
        O cucito in un sacco con delle lame di rasoio
        Morirò forse senza preoccuparmi
        Di verniciare le unghie delle dita dei piedi
        E di lacrime piene le mani
        E di lacrime piene le mani
        Morirò quando scolleranno
        Le mie palpebre sotto il sole arrabbiato
        Quando mi diranno lentamente
        Delle cattiverie all'orecchio
        Morirò nel vedere torturare bambini
        E uomini sbigottiti e lividi
        Morirò mangiato vivo
        Dai vermi, morirò
        Con le mani attaccate sotto una cascata
        Morirò bruciato in un incendio triste
        Morirò un poco, molto,
        Senza passione, ma con interesse
        E poi quando tutto sarà finito
        Morirò.
        Boris Vian
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