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Scritta da: Silvana Stremiz

L'uomo che impara

Prima costruii sulla sabbia,
poi costruii sulla roccia.
Quando la roccia crollò
non ho più costruito su nulla.
Poi ancora talvolta costruivo
su sabbia e roccia, come capitava, ma
avevo imparato.

Coloro ai quali affidavo la lettera
la buttavano via.
Ma chi non curavo
me la riportava.
Allora ho imparato.

Le mie disposizioni non furono rispettate.
Quando giunsi, m'avvidi
che erano sbagliate.
Era stato fatto
quel che era giusto.
Così ho imparato.

Le cicatrici dolgono
nel tempo di gelo.
Ma spesso dico: solo la fossa
non m'insegnerà più nulla.
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    Scritta da: Dario Coia

    Generale, il tuo carro armato

    Generale, il tuo carro armato è una macchina potente

    spiana un bosco e sfracella cento uomini.
    Ma ha un difetto:
    ha bisogno di un carrista.

    Generale, il tuo bombardiere è potente.
    Vola più rapido d'una tempesta e porta più di un elefante.
    Ma ha un difetto:
    ha bisogno di un meccanico.

    Generale, l'uomo fa di tutto.
    Può volare e può uccidere.
    Ma ha un difetto:
    può pensare.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Ho sentito che non volete imparare niente

      Ho sentito che non volete imparare niente.
      Deduco: siete milionari.
      Il vostro futuro è assicurato - esso è
      Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
      Hanno fatto sì che i vostri piedi
      Non urtino nessuna pietra. Allora non devi
      Imparare niente. Così come sei
      Puoi rimanere.

      E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
      Come ho sentito, sono insicuri
      Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
      Ciò che devi fare affinché stiate bene.
      Essi hanno letto i libri di quelli
      Che sanno le verità
      Che hanno validità in tutti i tempi
      E le ricette che aiutano sempre.

      Dato che ci sono così tanti che pensano per te
      Non devi muovere un dito.
      Però, se non fosse così
      Allora dovresti studiare.
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        Scritta da: Eclissi

        Lode del dubbio

        Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
        serenamente e con rispetto chi
        come moneta infida pesa la vostra parola!
        Vorrei che foste accorti, che non deste
        con troppa fiducia la vostra parola.

        Leggete la storia e guardate
        in fuga furiosa invincibili eserciti.
        In ogni luogo
        fortezze indistruttibili rovinano e
        anche se innumerabile era l'armata salpando,
        le navi che tornarono
        le si poté contare.
        Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
        e giunse una nave alla fine
        dell'infinito mare.

        Oh bello lo scuoter del capo
        su verità incontestabili!
        Oh il coraggioso medico che cura
        l'ammalato senza speranza!

        Ma d'ogni dubbio il più bello
        è quando coloro che sono
        senza fede, senza forza, levano il capo e
        alla forza dei loro oppressori
        non credono più!

        Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
        Quante vittime costò!
        Com'era difficile accorgersi
        che fosse così e non diverso!
        Con un respiro di sollievo un giorno
        un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

        Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
        ne vivranno e in quello vedranno un'eterna sapienza
        e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
        Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
        che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
        E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
        gravemente cancella quella tesi.

        Intronato dagli ordini, passato alla visita
        d'idoneità da barbuti medici, ispezionato
        da esseri raggianti di fregi d'oro, edificato
        da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
        un libro redatto da Iddio in persona,
        erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
        che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
        nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
        Veramente gli è difficile
        dubitare di questo mondo.
        Madido di sudore si curva l'uomo
        che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

        Ma sgobba madido di sudore anche l'uomo
        che la propria casa si costruisce.
        Sono coloro che non riflettono, a non
        dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
        infallibile il loro giudizio.
        Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
        Se occorre, tanto peggio per i fatti.
        La pazienza che han con se stessi
        è sconfinata. Gli argomenti
        li odono con gli orecchi della spia.

        Con coloro che non riflettono e mai dubitano
        si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
        Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
        per schivare la decisione. Le teste
        le usano solo per scuoterle. Con aria grave
        mettono in guardia dall'acqua i passeggeri dl navi che affondano.
        Sotto l'ascia dell'assassino
        si chiedono se anch'egli non sia un uomo.

        Dopo aver rilevato, mormorando,
        che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
        La loro attività consiste nell'oscillare.
        Il loro motto preferito è: l'istruttoria continua.

        Certo, se il dubbio lodate
        non lodate però
        quel dubbio che è disperazione!
        Che giova poter dubitare, a colui
        che non riesce a decidersi!
        Può sbagliare ad agire
        chi di motivi troppo scarsi si contenta!
        Ma inattivo rimane nel pericolo
        chi di troppi ha bisogno.

        Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
        che tale sei, perché hai dubitato
        delle guide! E dunque a chi è guidato
        permetti il dubbio!
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