Scritta da: arturinotenor

Fine

Distratto amore, nato dalla passione
adulta del mio cuore,
senza pensare e più volere
distolto amore che di passione più
non hai saputo sopravvivere
quando sopravvivenza diventavi.
Dimesso amore che mendica
violento, il brivido supremo
che libera dal peso di agonia.
Dismesso amore che i passi
hai rassegnato sulla ghiaia della spiaggia
senza lasciare segni di passaggi.
Dimenticato amore eppure hai resistito,
al tempo, alla mia solitudine
a un sorriso
perché quel posto dove ti ho nascosto
è un'anima più grande dei miei anni.
Ricorderai con me gli istanti
dei primi baci suoi, del suo imbarazzo.
E riportando a terra questa vela
di un'esistenza logora, smarrita
ogni mattina mi condannerai
a riscoprirti vivo e dolorante
come non sei mai stato fino a ieri
mai.
Arturo Monaco
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    Scritta da: arturinotenor

    Noi due

    Questo cielo che c'è
    sa di noi due
    del respiro di anime che
    senza il destino che dai
    sono perse nel vento del nord
    guardami ancora così
    portami in alto con te
    no, non c'è una stagione quaggiù
    che con i fiori del blu
    questa febbre di te
    si porta via
    cambia in poesia, no.

    Quanti cieli più in là
    io volerò
    solamente se resto con te
    con queste ali che hai
    che non sapranno mai la paura cos'è
    verso un tramonto che in due
    non teme pioggia e bugie
    solo un sole che resta lassù
    che non si arrenderà mai
    neanche quando tra noi
    sembrerà che
    tempo non c'è, no
    voglio volare sul mondo con te
    sempre con te
    sempre io te
    noi.
    Arturo Monaco
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      Scritta da: arturinotenor

      Vieni primavera

      E allora vieni ancora primavera
      senza aspettare più nemmeno un'ora
      a mettere il profumo nella sera
      e far suonare i miei cristalli nell'aurora.

      Rispecchiati negli occhi suoi di mare
      e dammi una conchiglia madreperla
      così che non la possa più lasciare
      e non pregare sempre per riaverla.

      Saluta il suo risveglio con il sole
      e portale di rondini il ritorno
      circondala di petali di rose rosse e viole
      e intiepidisci il nascere del giorno.

      Stammi vicino con un soffio lento
      senza violenza di tempeste nere
      adagia sui capelli suoi il tuo vento
      e dille che non ha più da temere.

      Falle sentire la mia forza sulle spalle
      come un lenzuolo fatto di ricami
      che sa di pepe verde e di ginestre gialle
      ricordale ogni istante quanto io l'ami.
      Arturo Monaco
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