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Scritta da: Silvana Stremiz

Cuore, mio cuore...

Cuore, mio cuore, turbato da affanni senza rimedio,
sorgi, difenditi, opponendo agli avversari
il petto; e negli scontri coi nemici poniti, saldo,
di fronte a loro; e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;
vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori
non troppo: apprendi la regola che gli uomini governa.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Non v'è cosa che l'uomo non possa aspettarsi

    Non v'è cosa che l'uomo non possa aspettarsi, o negare giurando,
    o che desti stupore, da che Zeus, il padre degli dèi nell'Olimpo,
    fece notte nel mezzo del giorno, occultando la luce
    al sole splendente. E una triste paura sugli uomini venne.
    Tutto da allora è degno di fede, tutto dall'uomo può essere atteso:
    nessuno di voi si stupisca, nemmeno se vede
    le fiere scambiar coi delfini il pascolo marino,
    e che ad esse le onde echeggianti del mare siano più gradite
    della terra, così come ai delfini il monte boscoso.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Con la grande coppa vieni spesso tra i banchi

      Con la grande coppa vieni spesso tra i banchi
      della nave veloce, e togli i tappi agli orci panciuti;
      fino alla feccia spilla il vino rosso: noi,
      in questa guardia, non potremo essere sobri.

      Sul banco della nave sta la mia focaccia impastata; sul banco
      della nave sta il vino d'Ismaro; disteso sul banco io bevo.
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