Minù

Tu non sei buona, Minù: come sei cattiva...
Hai osato del toccato un po' di più;
sei una predatrice alla deriva
balìa di ratti enormi, e niente di più.
Quanti cuccioli tuoi sepolti sono al sicuro
Nell'increduto mondo dei tuoi avi?
Mangi da tempo sempre meno,
e Clara e Giulia, donne vengono di rado...
È primavera Minù, e sai che questa notte
al "Grigio " o a qualunque altro
e i feromoni sazi si addormenteranno
come te, col ventre che trabocca
di vita e di dolore ché non sai a chi tocca.
Resti per ore vicino al grattatoio
Da tanto, immobile sotto le tue unghie;
Come un tacito accordo le tue fusa
puntuali alle carezze le archiviamo.
Sai che ti guardo e so che fai lo stesso:
Ma adesso lo facciamo di nascosto
Per non vederci vecchi e scrivere col gesso.
Antonio Sammaritano
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    Margherita (a una lontana e bellissima "primavera")

    Margherita
    Schegge di mine esplose pressi in una sfera:
    ci vedi chi legge libri e chi li stupra.
    Nei parchi antichi, tra colonne d'atenei
    nessuno ti mutilava sino in fondo.
    Chè se parlava di un corrisposto amore,
    tu, di ogni fiore, eri la più bella;
    ma se quel petalo dava fine ai sogni,
    solo una stella nell'ultima tua notte
    ti dava il suo conforto e poi morivi.
    Malata in cartocci colorati male
    servi per chi non gliene frega
    di dèmoni di angeli o che altro.
    Così, Margherita, dici dei tuoi vangeli
    di storie presunte inventate o vere,
    quando ti resto accanto tanto a lambirti il seno.
    Storie di chi per lei sognò la tua canzone:
    un giro di sole con chi non puoi incontrare
    e spiagge e antri senza mandorli d'aprile.
    Ma tu sei solamente Margherita,
    dolce e possente, fragile e puttana
    che nel vigore di quella stanza rossa
    spargi il tuo seme
    anelando zigoti di speranza.
    Antonio Sammaritano
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      Il tempo inconiugato
      Ho camminato sui sassi levigati:
      dopo due passi acuminati vetri.
      Ne valesse la pena potrei anche ferirmi;
      ghermirmi dal lontano e ritornare.
      Ma il moto ondoso della malinconia
      pietoso, a volte, mi cela il suo confine
      un monte avvolto dalla dura nebbia
      ove spicca la vetta un po' sorniona...
      Ho cominciato su vetri acuminati:
      dopo due passi, sassi levigati...
      Ne valesse la pena potrei anche fermarmi.
      Ma il moto ondoso della malinconia
      tutto sommato non è quello che sembra.
      Come una dura nebbia di zucchero filato.
      Antonio Sammaritano
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