Scritta da: Antonio Recanatini

A DIRE IL VERO

A dire il vero non ho molti motivi per essere comunista,
la storia è in bilico tra lumi e tradimenti epocali.
A dire il vero non ho molti motivi per essere comunista,
ho visto straccioni divenire faraoni e sputare dall'... alto.
Quando depongo la passione in un tiretto o nell'armadio,
eccelle la sensazione di smarrirmi nella ragione e nelle foto.
L'ipocrisia non è un bisogno, par sia una necessità
appostata ai fianchi della virtù, nei paraggi della solitudine,
solo un'accezione di striminzito valore.
A dire il vero non ho molti motivi per essere comunista,
avvampa spesso il nervo teso, malaria nel cervello, ira da svendere
quando torno sconfitto nello scontro quotidiano con la slealtà,
in fondo la fiducia perde perché non valuta la chiacchiera.
A dire il vero non ho molti motivi per essere comunista,
l'ideale non si consacra di fronte alla mania di prevaricare
e quando depongo l'anima e lo spirito voglio rallegrarmi col piacere.
Scelsi di attraversare il fiume in piena senza motivo
tanto per vedermi inconsueto di fronte all'adeguamento,
ignoravo la devozione carnale della umana specie al cielo
e il rispetto perverso all'ingiustizia progettato per non volare.
A dire il vero rimane un motivo essenziale alla portata della delusione,
ancora tremo quando intravedo una sirena nei pressi della stazione,
temo l'urlo di un barbone calpestato dall'osceno individualismo
e soffocato dentro un bagno con il fetore del perbenismo isterico.
Non sono indifferente, però non sovviene l'ansia e nemmeno tremo
se la sirena sosta sotto il portone di una villa o di un lusso.
Antonio Recanatini
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    Scritta da: Antonio Recanatini
    Tra l'arido e sontuoso trono
    io mi sporgo e alzo l'indice
    verso il tempo, verso il mondo.
    Cerco brividi nei sogni e rallento
    il mio passo verso quelle lacrime azzurre,
    e ammirarmi nelle mie folgoranti fughe,
    indolenti e oscene come le maree.
    Guardarsi dentro ed impazzire
    tra profezie e credo, solitudine e follia,
    fingersi ancora cieco e chiudere il cuore.
    Maledetta vita che nulla hai di eterno!
    mi trapassi, mi percorri e mi logori
    con la violenza di uragano.
    Vola basso e avrai la vita eterna,
    vola in alto e guarderai da vicino
    i falchi, pensa: potresti seguirli.
    Siedo ancora, dormo ancora.
    Maledetta vita che nulla hai di eterno!
    Che vigili attraverso il tempo e nutri
    gioie e dolori, apatia e sconcerto,
    follia e paura, non mantieni i patti.
    Corri forte prima degli altri,
    corri lento e fermati a guardare,
    osserva quanti residui lasciano
    le tue malefatte e le tue vittorie,
    non ci saranno storie, ma opinioni.
    Ancora, maledetta vita che nulla hai di eterno!
    Soggiorni nelle mie stanze e m'insegui
    mi trastulli come una dea bendata,
    volti pagine lasciando rughe e pene.
    Antonio Recanatini
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      Il mare va

      Sali sul trono sorseggiando petali di momenti intensi
      accompagnato da progetti e mille bisce che raccolgono
      scarti dei tuoi sogni, e procedono adagio dietro te
      per non perdere attimi intesi come unici ma ma... i
      giocando per prima, mai un volo come protagonisti.

      Il mare va e non si ferma e mentre la mia barca ondeggia
      sfidando tempeste, rotolando nella sabbia bagnata,
      mille donne che si affacciano a consolare ogni peccato,
      massaggiando le mie fatiche raccogliendone i frutti.
      Il mare porta con se i rumori del mattino nella luce.

      Duro come un asse di cristallo e svenato come un lombrico
      la mia strada che giunge sul divieto di entrata e uscita,
      alla porta le mille bisce che dimenticano l'inutile;
      poi provare a ricucire i mille buchi rimasti,
      poi provare a curare i mille mali che perseguono.

      Nessun rimpianto, nessuna vendetta,
      nessuna paura perché il mare va e quantunque
      la tempesta ti trascini l'importante è riprendere il timone
      che sia volto a rientrare prima dell'alba.
      Antonio Recanatini
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Colpisci e fuggi

        Ritorna nei posti dove eri,
        ritorna nei resti del passato
        ci sono migliaia di barbe incolte
        ad aspettarti pronte all'azione.
        Colpisci senza tregua, poi fuggi e
        con gli avanzi di rabbia e polvere da sparo
        istruisci i nascenti ad andare oltre.

        Ritorna prima che invecchi il tempo,
        ritorna a liberare gli onesti prigionieri,
        è troppo spesso il muro di sospetti sul macabro
        che avanza e intona cori da versare sui lutti.
        Colpisci senza tregua, poi fuggi e
        non perderti in spiegazioni futili per ignari e
        passanti sul bordo, oltre la meta verso la vita.

        Ritorna a generare il dissenso e
        togliti i vestiti che non ti calzano affatto,
        ritorna suonando alle porte dei borghi
        saranno fin troppi ad essere pronti.
        Colpisci senza tregua, poi fuggi e
        agita in te quel cuore sconsiderato,
        nessuna gentilezza per i poderosi dominanti.
        Antonio Recanatini
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          Il meglio di me

          Il meglio di me è quel respiro
          che dedico avvolgendomi a te,
          è... quell'immacolato ricordo
          rude nell'animo, aspro in gola.

          Il meglio di me è lo sguardo
          sopra le righe, sopra i gigli,
          è quella carcassa che trasporto, ormai
          ridente, fumosa e, se volessi, celebre.

          Il meglio di me è la paura
          che mi opprime nel sentirmi inadatto,
          è quell'ossessione impalpabile
          di averti ora, sempre, da sempre.

          Il meglio di me è quel brivido
          che mi trapassa attraversando i tuoi occhi,
          è l'insieme dei sogni da custodire,
          da perseguire, da amare come amo te.

          Il meglio di me è quella maschera da
          infallibile, quasi inaffondabile per il nemico,
          è quell'irascibile passato che mi tormenta,
          mi percuote e mi rigenera per divenire re.

          Il meglio di me è quella passione
          soffocante e intoccabile che mi ammalia,
          è il costante ballo nei risvolti della strada
          tra anime sconsacrate, discepoli falliti.
          Antonio Recanatini
          Composta sabato 28 gennaio 2012
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