Scritta da: Antonio Recanatini

Intensamente vivo

L'aver vissuto intensamente
non rende migliori,
semmai più malati degli altri
più irrequieti,
perché non credevamo potessimo bruciare il tempo.
Non un giorno di rimpianti,
ma una rincorsa a conoscere ciò che manca;
non un momento di nostalgia,
ma un profondo pozzo dove pescare immagini.
L'aver vissuto intensamente
non porta grandi risultati,
ma cuore e fegato esausti
perché non credevamo potessimo morire.
Non una svolta desiderata,
ma dei binari dove fissare il fermento;
non una discesa dopo il volo,
ma un vero e proprio tonfo nella realtà.
L'aver vissuto intensamente
non dona sconti
semmai una dura accortezza
perché speravamo nella filosofia dello squilibrio.
Non un tempo di sensatezza,
ma la ragione stessa della critica;
non un bersaglio predefinito
ma il tempo sufficiente per mirare senza distrarsi.
La disputa rimane nel groviglio di sensazioni
sulle tele da colorare e sulle pagine da inventare,
nelle vittorie e nelle sconfitte fin troppo congiunte.
I saggi non bruciano il tempo
essi programmano e marciscono dentro un altro uomo.
Antonio Recanatini
Composta giovedì 30 novembre 2006
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    L'amore dannato

    Chiudimi la porta e allontanami
    spingimi via, così come ti viene.
    Toglimi il saluto, toglimi lo sguardo
    non leggere più le mie parole,
    non rispondere più quando ti chiamo.
    Sparami come ti riesce meglio
    cospargi di benzina ogni mia idea
    e accendi quel fiammifero risparmiato,
    rilancia le tue occhiatacce e urtami.
    Giura sulla tua inquietudine, sul tuo odio
    e ripetimi ancora che vuoi partire,
    che questo amore non funziona
    che non funzionano più i lamenti.
    Abbandonami per strada sotto il diluvio
    perdimi e mostrami la tua decisione,
    dammi le tue ragioni e dimmi
    "da domani non voglio nemmeno
    sapere che esisti o che respiri da re".
    Ma lasciami le medicine sul comodino
    e lascia un po' di disordine in giro,
    il bicchiere di vino appena assaggiato e
    il pane morsicato e le briciole sotto il tavolo,
    Non chiudere la porta dello stanzino e
    di notte, se piove, se fuori c'è la guerra
    fammi sentire che sei rientrata.
    Non abbassare le serrande e
    non chiudere le tende, mi basta l'ombra,
    mi basta un soffio per sapere del tuo amore.
    Antonio Recanatini
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      Chi sei tu per me

      A te basterebbe che io ti dicessi semplicemente "ti amo",
      ma non basta a me, non direi tutto,
      non direi tutto nemmeno se dicessi che ti amo alla follia.
      Tu sei le mie braccia, le mie gambe, il mio sangue,
      tu non rappresenti l'amore, tu rappresenti me,
      il mio disastro, la mia inquietudine, la mia poesia.
      Sposa, amante, sorella, figlia, mamma e
      non direi tutto, perché se ti perdessi
      sarebbe come rimanere nudo per sempre.
      Antonio Recanatini
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        La dimora della solitudine

        Vivace e accorta come una bambina
        rincorre e ammira le sfumature dell'alba,
        sapiente e sventurata come la sera...

        Solitudine della mia notte
        tra appunti, fogli e pagine di fuoco,
        inebriata dal fascio di luci del martirio.

        Logorante come cento giravolte e
        il minuto d'attesa per fermare il mondo,
        roboante e virtuosa come la marea.

        La mia solitudine rotola nell'animo e
        s'arroga il diritto di segnare il giorno
        tra squallide e onorabili speranze.

        Fuorviante come il mistero conosciuto,
        rattoppata come una vecchia gonna
        idealista come l'introverso cantore.

        Innocente e maledetta amica,
        comprimaria del mio vivere incessante
        lodevole con l'aspirazione a riprendere il volo.
        Antonio Recanatini
        Composta lunedì 1 gennaio 2001
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