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Scritta da: Antonio Recanatini

Il brivido dell'amante

Ogni volta che ti penso,
t'immagino coperta di petali diversi,
colorati.
T'immagino come regina del mio vivere costante,
ti vedo insieme a me a riva,
a scrutare l'alba.
Io t'immagino, ti sogno,
ti vivo come un passante vive il paesaggio.
Ti assaporo, ti gusto sulla lingua,
ma rimangono gocce del tuo sangue,
rimpianti della tua pena sul cuscino.
Io ti immagino e
pensare di non averti,
è un po' come dire smisi di vivere.
Perché l'amore non dà tregua,
sentenzia lo spirito dell'anima e
il felice incontro con la mia passione.
T'immagino sepolta e resuscitata,
t'immagino perché manchi e mancherai.
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    Lei

    Lei è difficile, pare impossibile,
    non ammette repliche e
    scalpita per poco o niente.
    Lei è complicata, pare un marziano
    dice d'amarmi, ma poi ritratta e
    spera ch'io sparisca insieme alle nuvole.
    Lei è imperfetta, pare troppo magra,
    ma quando sorride il mondo si nasconde
    per non arrossire, l'ammira in lontananza.
    Lei è gelosa, pare possessiva,
    invece è molto peggio, è prepotente,
    pretende l'esclusiva, finanche della mia voce.
    Lei è seria, pare un distintivo sulla divisa,
    eppure, tante volte, troppe volte, ella vola e
    plana su di me, per rivendicare la follia.
    Lei è precisa, pare una lancetta,
    poi dimentica d'essere in vista e
    scambia il sole con la luna e il vento con la tempesta.
    Lei tornerà, lei se ne andrà, lei è aria.
    Mi cercherà e farà finta di non vedermi.
    Composta martedì 27 settembre 2016
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      Scritta da: Antonio Recanatini

      Proverò a baciarti

      Proverò a curare i dolori
      inscenerò un giullare di corte
      pur di vederti sorridere, sorridere ancora.
      Giocherei ancora a calcio
      solo per vederti tifare, tifarmi ancora.
      Un fiore appassito è più triste
      delle foglie cadute sulla terra arida,
      veglierei altre notti il tuo sonno.
      Gradirei vederti imitare la vicina
      per sentirti parte, dalla mia parte.
      Sbarrerei le strade della città
      per vederti cantare, cantare ancora.
      Proverò a recitare una poesia,
      pur di vederti consigliare, consigliare ancora.
      La pioggia caduta sulla terra
      non sarai mai immensa come la marea,
      mentre porgo le mani al vento
      una carezza senza volto arriva diretta
      mi ricordi il fremito di un gatto,
      l'acuto bagliore di un riflesso
      mi ricordi sorrisi spavaldi
      e in questa lurida immaginazione
      io proverò a baciarti, baciarti ancora.
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        Scritta da: Antonio Recanatini

        Il mondo che verrà

        Il mondo che verrà sarà una corrida,
        la ricchezza vestirà i panni del torero
        la povertà quelli del toro sanguinante.
        Il mondo che verrà sarà una festa nazionale,
        i ballerini danzeranno con le catene
        i poliziotti spareranno dove il potere scricchiola.
        il mondo che verrà sarà un incendio doloso
        l'operaio diventerà una commedia teatrale,
        l'opportunismo distruggerà il sapere.
        Il mondo che verrà sarà una guerra di dipendenza,
        gli uomini difficili inghiottiranno i semplici
        il potere mostrerà la corona.
        Il mondo che verrà sarà un orfanotrofio,
        i bambini fungeranno da pezzi di ricambio
        il sole eviterà di illuminare la terra,
        i mercanti venderanno incubi per sogni.
        Quel mondo sarà il risultato dei bei ricordi.
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          Scritta da: Antonio Recanatini

          Intensamente vivo

          L'aver vissuto intensamente
          non rende migliori,
          semmai più malati degli altri
          più irrequieti,
          perché non credevamo potessimo bruciare il tempo.
          Non un giorno di rimpianti,
          ma una rincorsa a conoscere ciò che manca;
          non un momento di nostalgia,
          ma un profondo pozzo dove pescare immagini.
          L'aver vissuto intensamente
          non porta grandi risultati,
          ma cuore e fegato esausti
          perché non credevamo potessimo morire.
          Non una svolta desiderata,
          ma dei binari dove fissare il fermento;
          non una discesa dopo il volo,
          ma un vero e proprio tonfo nella realtà.
          L'aver vissuto intensamente
          non dona sconti
          semmai una dura accortezza
          perché speravamo nella filosofia dello squilibrio.
          Non un tempo di sensatezza,
          ma la ragione stessa della critica;
          non un bersaglio predefinito
          ma il tempo sufficiente per mirare senza distrarsi.
          La disputa rimane nel groviglio di sensazioni
          sulle tele da colorare e sulle pagine da inventare,
          nelle vittorie e nelle sconfitte fin troppo congiunte.
          I saggi non bruciano il tempo
          essi programmano e marciscono dentro un altro uomo.
          Composta giovedì 30 novembre 2006
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