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Scritta da: Antonio Recanatini

Il mio paese, la mia tragedia

Colline, montagne e
spiagge ridicole e
abbietti sulla scena,
tanto meno paese,
tanto meno nazione
ma di certo
un putrido misfatto irrisolto.
Un attentato alla civiltà e
imbiancato
da vesti sacerdotali
con turpi tappeti
a copertura
di squallidi e
convulsi trattati.
Un sangue acido e corrosivo
tra Europa e Africa,
armata e
mai e poi mai
distinta in evoluzione.
Lasciarti è dovere
per chi ama,
lasciarti è il giusto rimedio
per non incontrarti più e sola
e funebre
tra briganti collusi
e oscurantismo assicurato
per memoria e cultura.
Un popolo assetato
di giustizia ma
imprigionato e manipolato
da contrabbandieri
della verità e
della passione venduta
per un posto dove il sole non arde.
Non servi a te,
non servi al tempo
che una rivolta possa
colpirti di notte
e ritornare
a splendere come stella
nell'universo che
ti ha scordato.
Il mio paese è la mia tragedia.
Composta lunedì 3 gennaio 2011
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    Scritta da: Antonio Recanatini

    Il meglio di me

    Il meglio di me è quel respiro
    che dedico avvolgendomi a te,
    è... quell'immacolato ricordo
    rude nell'animo, aspro in gola.

    Il meglio di me è lo sguardo
    sopra le righe, sopra i gigli,
    è quella carcassa che trasporto, ormai
    ridente, fumosa e, se volessi, celebre.

    Il meglio di me è la paura
    che mi opprime nel sentirmi inadatto,
    è quell'ossessione impalpabile
    di averti ora, sempre, da sempre.

    Il meglio di me è quel brivido
    che mi trapassa attraversando i tuoi occhi,
    è l'insieme dei sogni da custodire,
    da perseguire, da amare come amo te.

    Il meglio di me è quella maschera da
    infallibile, quasi inaffondabile per il nemico,
    è quell'irascibile passato che mi tormenta,
    mi percuote e mi rigenera per divenire re.

    Il meglio di me è quella passione
    soffocante e intoccabile che mi ammalia,
    è il costante ballo nei risvolti della strada
    tra anime sconsacrate, discepoli falliti.
    Composta sabato 28 gennaio 2012
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