Poesie di Antonio Prencipe

Studente, nato sabato 29 giugno 1991 a Mattinata Prov. FG (Gargano) (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Antonio Prencipe

Si frantumerà

Non prendermi mai per mano
Perché quando la lascerai
Il mio cuore sul suolo
Si frantumerà
Mille pezzi di vetro
Sparsi sul pavimento di ceramica antica
E non ci sarai più
Sarò solo
Raccoglierò i vetri
E in quei coriandoli di dolore rivedrò
Il tuo viso
La mia anima squarciata
Macchiata dai tuoi sorrisi
Scorrerà il sangue
Un disegno irriverente
Scava nei miei ricordi
Il sentimento nascosto
Che avevo proposto
In Cambio del tuo Amore
Non prendermi mai per mano
Il giorno che la lascerai
La notte piangerà stelle comete
Senza coda
Il tuo nome scritto sulle ali
Degli Angeli rivedrò
L'alba un nuovo graffio
Regalerà al mio viso
Dolore e rabbia
Compenseranno la tua mancanza
Rinascerò ad occhi aperti
L'oscurità gli attraverserà
Stringo cielo
Stringo bambole di porcellana
Antiche rivali
Belle come
La tua innata eleganza
Si ricomincerà.
Antonio Prencipe
Composta venerdì 1 aprile 2011
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    Scritta da: Antonio Prencipe

    Esseri senza volto

    Un fiore.
    Il tuo nome squarciato
    da un filo d'erba.
    Acqua senza frontiere
    disturbata dallo scroscio
    onnipotente di raggi solari senza sovrani.
    Siamo ignobili disgraziati
    senza amore,
    in questo mondo non ci sono più
    sorrisi genuini persi nel vento.
    Avevo un gatto e una luna di cartone,
    respiro fumo e merda,
    falsità irrequieta nella bocca
    dei politici e dei religiosi
    che indottrinano la gente senza
    ormai nessuna verità, solo falsità insipida.
    Un fiore con il nome di Dio
    ma Dio dov'è?
    Siamo Bastardi con gli aghi infuocati
    sulle nostre ali.
    Siamo essere umani senza rispetto
    per l'altro "fratello" che riposa
    su un marciapiede senza padre.
    Siamo Angeli in attesa della fine.
    Un albero con dentro il nome
    del cielo che danza
    fra gli Dei fucilati dalle favole
    ignobili dei nostri nonni
    condottieri di finte speranze torturate.
    Siamo ripetitori del passato
    governatore della vita nostra.
    Siamo vermi striscianti
    sul cemento pieno di sangue e dolore
    di chi è morto per la nostra libertà
    buttata nel cesso da noi esseri senza volto.
    Siamo combattenti con la spada spezzata.
    Dov'è la mia marlboro?
    Scelgo la guerra contro il mondo,
    scelgo l'amore proibito,
    scelgo la punizione esemplare che il cielo mi darà,
    scelgo di combattere nell'inferno.
    Ciò che Sacro viene avvelenato
    dalle nostre mani.
    Antonio Prencipe
    Composta mercoledì 30 marzo 2011
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      Scritta da: Antonio Prencipe

      Tra la neve ti bacerò e Addio ti dirò

      Si scioglierà la guerra e il cielo scomparirà.
      Il tempo andato via
      ricomincerà l'amore,
      ovunque sarai io sarò lì,
      occhi lucidi i miei,
      dolcemente ti bacerò
      nell'aria stretta dal niente.
      Non ho ossigeno,
      non ho lacrime,
      non ho più quella strada invisibile
      che mi riporta da te.  
      Pretendo un altro Addio.
      Amore mio vattene da qua,
      questo cuore meschino dolore mi regalerà,
      ora non voglio più soffrire,
      le mie ali sono già arrugginite,
      non tornare,
      lasciami annegare
      tra lava di un vulcano
      ancora da risuscitare,
      affoga nel tuo amore ti prego.
      Lasciami qui,
      solo,
      lasciami soffocare
      nei miei sorrisi accesi dal buio,
      lascia sognare la mia anima fredda
      come il cielo nero
      in quest'era abusata
      dal tempo e dallo sfracellato
      involucro di speranze
      e cartoni spenti dalla neve.
      Crudele verità in
      un cielo squarciato
      dal sole opaco
      come il cuore mio
      in questo bosco senza via d'uscita,
      messo a fuoco dal tempo
      truffatore insaziabile d'oro
      e sangue ingiustamente
      respinti dalle labbra mie
      amanti insofferenti del dolore,
      amore illegittimo della vita mia.
      Antonio Prencipe
      Composta mercoledì 30 marzo 2011
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        Scritta da: Antonio Prencipe

        Seduto in mezzo ad un mare cruente

        Nebbia fitta dentro me.
        Piangerò e sorriderò nello stesso tempo.
        Piangerò seduto sulla
        scogliera di un mare cruente.
        Sorriderò per il dolore inflitto
        al mio cuore già devastato.
        Ho detto si,
        ti ho quasi amato in riva all'ombra
        innocente di un nuovo finto inizio,
        un nuovo riscatto alla mia vita,
        volevo ricominciare a vivere, a sognare
        e invece in un secondo tutto è volato via,
        in alto con la mia sensibilità storpiata,
        confusa dalla ridicola pioggia
        che bagna i miei capelli castani.
        Ma che senso ha, sorridere ed amare
        se poi dentro di te sei già morto
        e non sai come risuscitare?
        Dubbi, ansie, alberi nudi nei miei quartieri
        infuocati di passione per me,
        per quello che ero quant'ero con te,
        per quello che sono senza te,
        per un Addio non detto,
        per una foto strappata dalla mia anima,
        per ogni bacio che rimpiango,
        che maledico inginocchiato,
        cercando e pregando l'angelo più dannato
        di prelevarmi e portarmi con se,
        nell'infinito, nell'uragano senza giorni
        da sperare e notti appese
        alle maniglie delle porte in attesa
        di una guerra da vincere,
        da gettare in culo al mondo,
        spade affilate, bombe non esplose.
        In Amore vince chi dimentica.
        Nella Vita vince chi combatte
        e non si risparmia,
        chi getta sangue e raccoglie vento,
        chi soffre e non smette di sorridere.
        Antonio Prencipe
        Composta lunedì 21 marzo 2011
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          Scritta da: Antonio Prencipe

          In silenzio

          Chi in silenzio ama
          in silenzio vive.
          Chi muore gridando l'amore sbiadito
          come un tatuaggio inciso sulla pelle,
          in silenzio affoga, nelle proprie urla
          soffocate da un'anima
          ossidata sull'asfalto sconfinato
          dalla luce del sole
          che lacrima raggi e sangue dal color ruggine.
          Chi sposa l'eternità
          vive sospeso ad un filo di nylon
          dal tempo spezzato, fuoco eterno dell'inverno
          freddo come la notte ma dolce
          come il rumore dei tulipani
          che piangono nel vento arido d'incanto.
          Chi ha paura dell'odore
          soffocato d'erba bruciata in silenzio piange
          neve e smeraldi sbattuti al suolo,
          condannati dalla scia intrepida
          di mille stelle comete dorate come l'aurora
          illuminata dal riflesso lunare
          di un paradiso già morto.
          Stelle comete cadenti in un
          bicchiere rotto e sul fondo
          inchiostro e cenere si perdono
          tra le gocce inebrianti d'alcol e follia.
          Chi nella notte scrive poesie
          in silenzio canta l'aborto spontaneo
          di un cuore disarmato e senza emozioni.
          Chi nel mare coltiva sogni e amori
          in silenzio strangola i peccati disciolti e gettati
          nella sabbia armonica, sublime
          di finti miracoli e finte destinazioni,
          spezzate dal dolore tristemente
          colpito dall'ombra maleducata
          di un cielo inappropriato
          senza lucciole e finti tesori
          in questo strano territorio misterioso.
          Antonio Prencipe
          Composta domenica 20 marzo 2011
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