L'amore è l'orma che il vento cancella sulla sabbia di un deserto,
perché l'amore non si lascia dietro niente:
tutto è scritto in quella dell'ultimo giorno quando di fermerà accanto all'altra
perché l'amore è il passo diverso dall'altro,
ma che, entrambi conducono, all'oasi di un dove.
Antonio Della Ragione
Composta mercoledì 14 dicembre 2005
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    Tienimi
    con te nel tempo del giorno,
    come
    l'incanto di un sogno che vela la tua vestaglia
    come
    il sapore della notte mangiata assieme
    come
    i resti dell'amore che bacio sul tuo corpo.
    Tienimi
    con te nel tempo della notte,
    come
    la bocca riarsa dalla tua bocca
    come
    il segno della fame lasciato sull'aura dei seni
    come
    l'ultima goccia partorita dalla tua pelle.
    Tienimi con te
    come
    la luce dei tuoi occhi
    rivisti allo specchio,
    in orbita sul tuo viso come lune nascenti.
    Tienimi
    con te nel tempo del tempo
    come
    un uomo remoto
    che ha scoperto il fuoco
    dal
    tuo fuoco.
    Antonio Della Ragione
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      Chi sei da lassù o asola di luce?
      tu occhio socchiuso sul tempio notturno,
      celi lo sguardo, come d'una bestia in felino agguato.
      Ti sperdi nella luce, riaffiori nelle tenebre e
      così ricurva a mezza bocca,
      riluci come il bagliore ritrovato
      d'una via smarrita.
      Chi sei da lassù o falce sospesa?
      tu palpebra d'un cielo che riposa,
      pupilla che illumini il viandante e
      le mura dell'ombra come sua dimora.
      Sorridi a volte triste, come d'un mistero
      dissimulato nel taglio della tua stella,
      ove traspare il vuoto dell'inconoscibile o
      forse la vita d'un altro mondo.
      Chi sei da lassù o ciglio di donna?
      arco teso che scocchi dardi d'infinito,
      tu passaggio tra il visto e
      il vedibile, tu passeggera d'un viaggio senza fine,
      tu regina velata, che sussurri il tempo alla terra,
      tu questa sera, poggi sul tetto stellato
      il corpo tuo inafferrabile e
      sinuoso il bel seno mi sveli.
      Come d'un beffardo miraggio
      ai miei occhi ne fai mostra.
      Antonio Della Ragione
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        Ho veduto il tuo viso senza guardarti.
        T'ho seguito in passi altrui,
        consapevole io,
        non il cuore, della tua assenza.
        Tua non era la schiena, che la terra ha curvato,
        né la nuca, che il sole ha frustato.
        Non erano tuoi i solchi, che la luna ha guarito.
        Ma sembrava tuo il braccio infelice,
        a mezz'aria, sospeso, perenne.
        Suo il muscolo teso,
        verso la vita, lottando.
        Antonio Della Ragione
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          Ombra d'amore

          Cadono,
          ripetutamente
          gli occhi inciampano
          tra frammenti di lettere
          che mai bussarono alla tua porta,
          come un sogno svanisti
          scappando via da quella notte
          così breve.
          Da allora,
          continuo a morire,
          il mio destino era lì
          in fondo ai tuoi occhi.
          Da allora,
          come una sfinge,
          sei vissuta nei miei pensieri.
          Mai finiranno
          queste mani di cercarti,
          mai,
          questa voce di tremare...
          Antonio Della Ragione
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