Eccoci, usciamo.
Mani nelle tasche,
braccia nelle braccia,
cuori come sciarpe.
Io naso da clown
faccio il faro in questa nebbia,
tu guance da bambola cinese
mi fai fare cattivi pensieri.
Ecco ci siamo persi...
questa bruma non ha porte
neanche una moneta per tirare a sorte.
Invochi... parlami, stringimi,
amami su questo respiro,
dammi il tuo sole,
sotto questo mantello che vaga.
Antonio Della Ragione
Composta giovedì 3 dicembre 2015
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    Il tuo viso non sento parlare,
    non vedo quella mano carezzarsi i capelli,
    gli occhi trovano solo il colore del tempo che va...
    Dove posso trovare l'acqua
    che di nuovo scenda nel tuo fiume?
    Dammi tu un indizio...
    sii la scintilla e
    io sarò fuoco.
    Guardati in quel riflesso,
    c'è bellezza ovunque.
    Non ascoltare quel silenzio...
    ombra non farne per il rettile della paura.
    Non rinunciare a te
    giacché sarai la cura
    che le tue gioie invocheranno.
    il cuore è ancora in salita,
    non lasciarlo da solo.
    Sono qui al tuo fianco.
    Antonio Della Ragione
    Composta mercoledì 2 dicembre 2015
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      Rasento il muro degli anni,
      mi sporco ancora di quell'anima.
      Ho aperto le mie finestre,
      a certe non mi sono affacciato,
      dal vetro, i palloncini delle feste,
      diventavano mongolfiere enormi,
      le vene d'alabastro del davanzale,
      i miei vicoli,
      le mie corse senza sudore.
      Ma conosco l'odore della terra,
      la brina che ti schiaffeggia,
      la voce del mare che ondeggia.
      Ho assaggiato la frusta del sole,
      il pane non era sempre lo stesso.
      Ho questo nelle mani,
      questo ho potuto dare.
      Sono uno di quei figli
      che ha vissuto il giorno nella notte,
      aspettando finisse la danza di altri cuori.
      Porto sul viso la calce dei ricordi,
      tra i capelli il vento di una fuga...
      che non c'è stata.
      Antonio Della Ragione
      Composta mercoledì 2 dicembre 2015
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        Viaggio di Sara

        In un giorno qualsiasi siamo ancora in viaggio.
        Non c'è sorriso dai finestrini, non ci sono mani che salutano.
        Siamo viaggiatori che incrociano le dita dietro le spalle
        per nasconderle al Cielo.
        Viaggio breve è il nostro,
        come il sonno che ha gettato la spugna
        sul ring della notte.
        La mente un pugno chiuso in continuo movimento.
        Il cuore nell'angolo, batte forte, cerca un po' d'aria.
        Si va, tra mille domande che muoiono sulla bocca arsa,
        eppure si va, tra mille domande che nascono da una nuova piega sulla fronte,
        comunque si va, tra mille domande che attendono nel crepuscolo più remoto dell'anima.
        Viaggio d'attesa è il nostro, si attende il si come il no,
        si attende una sola risposta.
        In viaggio, abbiamo imparato a nuotare tenendoci le mani,
        abbiamo conosciuto il vero respiro,
        imprigionati in pochi minuti di eternità.
        Abbiamo aspettato... creando un solo silenzioso essere,
        graffiando gli scogli dell'inquietudine,
        pregando nell'insenatura della speranza.
        Un viaggio alla deriva sulle onde del tempo,
        chiedendo al Mare ci restituisse
        quel che ci aveva donato.
        Quel granello del suo argento.
        Quella conchiglia del suo tesoro.
        La nostra stella di latte e
        di rosa.
        Antonio Della Ragione
        Composta giovedì 24 gennaio 2013
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          L'Amore nel buio

          Quanto timore in questo tempo,
          quanta incertezza nel guardarsi.
          Quanta illusione di sapere, di conoscere.
          L'amore è in fuga,
          lontano ormai.
          Le mani sono artigli e
          non carezze.
          Le dita soldatini al comando,
          non graffiano più sui muri vocali e consonanti
          ne dardi innamorati trafiggono le parole
          di cuori ebbri di... per sempre.
          Vuote, le panchine delle promesse, dei giuramenti,
          delle lacrime, dei perché...
          Alle fontane non s'odono sussurri
          ne rumore di baci al tepore dei lampioni,
          non cantano i corpi tra i fiori sciupati della prima volta.
          Si usa l'amore come Amore,
          lo si vuole veloce, non deve capire.
          Un attimo dopo deve negare.
          Si usa l'Amore come maschera
          dinanzi all'Amore che è nato nudo.
          Lo si cerca nel buio con il più bel fiore all'occhiello.
          Lo si offre nel buio come un tappeto volante,
          a bordo di fatua carta colorata.
          Lo si nasconde l'Amore, nel buio.
          Lo si chiama senza vergogna di se.
          L'Amore è l'immagine di infiniti volti...
          parla una sola lingua, non dissimile risposta.
          L'amore nel buio, è solo Buio.
          Antonio Della Ragione
          Composta mercoledì 16 gennaio 2013
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