Area Riservata

Poesie di Antonio Della Ragione


Come un fiume è la mia solitudine.
Non un sasso né una foglia, niente riverbera
nel suo scorrere.
È sola la mia solitudine.
Come questa goccia
che divide il cielo alla finestra.
Una lama che non trova più dolore,
né amore cui ferire.
-- Antonio Della Ragione (scheda)
Composta
venerdì 11 marzo 2011

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È Domenica,
la prima luna è già passata
sembra quasi tu riposi...
Nessun mostro in giro.
Neanche il Diavolo ha comprato anime, oggi.
Sei sola, un rettile senza coda, senza testa.
Una grigia vena che geme sotto il rumore della quiete.
Non è tua la colpa...
È il tempo, la serpe che stringe la vita
fra le sue spire, non questa nebbia
che sembra proteggerti.
Non questo istante sfuggito alle ore.
Non il tuo silenzio...
ruggente poesia.
-- Antonio Della Ragione (scheda)
Composta
martedì 1 marzo 2011
Dedica:
Alla strada...

L'amore è l'orma che il vento cancella sulla sabbia di un deserto,
perché l'amore non si lascia dietro niente:
tutto è scritto in quella dell'ultimo giorno quando di fermerà accanto all'altra
perché l'amore è il passo diverso dall'altro,
ma che, entrambi conducono, all'oasi di un dove.
-- Antonio Della Ragione (scheda)
Composta
mercoledì 14 dicembre 2005

Tienimi
con te nel tempo del giorno,
come
l'incanto di un sogno che vela la tua vestaglia
come
il sapore della notte mangiata assieme
come
i resti dell'amore che bacio sul tuo corpo.
Tienimi
con te nel tempo della notte,
come
la bocca riarsa dalla tua bocca
come
il segno della fame lasciato sull'aura dei seni
come
l'ultima goccia partorita dalla tua pelle.
Tienimi con te
come
la luce dei tuoi occhi
rivisti allo specchio,
in orbita sul tuo viso come lune nascenti.
Tienimi
con te nel tempo del tempo
come
un uomo remoto
che ha scoperto il fuoco
dal
tuo fuoco.
-- Antonio Della Ragione (scheda)
Dedica:
A mia moglie.

Chi sei da lassù o asola di luce?
tu occhio socchiuso sul tempio notturno,
celi lo sguardo, come d'una bestia in felino agguato.
Ti sperdi nella luce, riaffiori nelle tenebre e
così ricurva a mezza bocca,
riluci come il bagliore ritrovato
d'una via smarrita.
Chi sei da lassù o falce sospesa?
tu palpebra d'un cielo che riposa,
pupilla che illumini il viandante e
le mura dell'ombra come sua dimora.
Sorridi a volte triste, come d'un mistero
dissimulato nel taglio della tua stella,
ove traspare il vuoto dell'inconoscibile o
forse la vita d'un altro mondo.
Chi sei da lassù o ciglio di donna?
arco teso che scocchi dardi d'infinito,
tu passaggio tra il visto e
il vedibile, tu passeggera d'un viaggio senza fine,
tu regina velata, che sussurri il tempo alla terra,
tu questa sera, poggi sul tetto stellato
il corpo tuo inafferrabile e
sinuoso il bel seno mi sveli.
Come d'un beffardo miraggio
ai miei occhi ne fai mostra.
-- Antonio Della Ragione (scheda)
Dedica:
... alla Luna.

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