Scritta da: Antonino Ea

Xxx

Datemi un bosco,
una notte senza grilli,
Un Gelso delle radici secolari che sdracare sia la sfida
perché l'amore un tempo fu un espianto,
muscoli offerti a trafficanti d'organi polacchi
o forse svizzeri, non ricordo.

Dentro le notti insolenti
in due viaggiavamo sopra una vespa nella boscaglia
che costeggiava l'argine
a fari spenti come temerari infanti
che si sollazzavano con prove di forza sentimentale.
Fu caro il prezzo all'oste e amaro ogni boccone.
Foglie d'ulivo che ingoiavo
o sotto la lingua trattenevo pur di non sentire
l'aspro tuo saluto,
bacio sulla fronte a quella principessa
che fottevi con grazia divina concessati in uso.
Antonino Ea
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    Scritta da: Antonino Ea

    Senza futuro

    Suggestivo,
    un riflesso senza precedenti.
    Uno specchio infranto mi seziona in parti disuguali.
    E la mia faccia è una goccia sospesa,
    uno strano connubio di espressioni che non necessitano di bocche come ventose
    né occhi pieni di buio e notte.
    Sguardi... glaciali che scavano distanze
    che guardano la vita dalle orbite di un teschio.
    Non siamo mai stati niente insieme,
    non eravamo neanche briciole di storia.
    Parole nell'aria che spiegavano le ali,
    s'aprivono insolenti per catturare le correnti ascensionali
    di questo nostro giro di promesse
    che scrivevamo sulle vertebre già infrante
    dell'indegno complice di sua maestà l'Amore.
    Antonino Ea
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      Scritta da: Antonino Ea

      Malaffari e Malandrini

      Obnubilato da triviale mestiza,
      io odio ciò che appare arrangiato.
      La vita non s'abbozza
      non il resto d'un affare.
      No si vende nulla a casa mia,
      ... men che meno si slinguano le idee
      quelle stanno accanto ai narcisi sul balcone
      amanti dalla grazia cardiopatica da indurre invidia
      a chi fatica a trovare una collocazione certa.
      Apicale pusillanimità, vertice scontro per munifici ingordi
      che confondono la quantità satolla
      d'un abbuffata senza argenterie e cristalli.
      No, a questa tavola non m'ingozzo
      neanche dietro invito in pergamena.
      La mancanza d'eleganza è un esecrabile peccato:
      imperdonabile come il disconoscere che
      le perle stanno bene solo se hai un collo lungo
      e un tubino nero.
      Antonino Ea
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