Poesie di Antonietta De Luca
Per le porte
Per le porte che si aprono,
grazie. Al cielo porto di stelle
colmi gli occhi e le grazie leggiadre
d'ogni amore provato, scolpito nelle
notti di dicembre e di febbraio. Se lo stelo
del fiore fosse sempre così rigoglioso,
s'aprirebbero le porte degli arcobaleni,
occhi d'angelo per il cavo tra i telefoni.
Passo orgoglioso per le porte e se si chiudono
è solo dietro, tra le fosse di pozzanghere
asciutte. E sogni, suoni col mi
tra l'armonica e la bocca. Per le porte
le voci della parola cantata, scritta
e poi parlata. Scavo fin nell'angolo
che non sei e lo vedo, scolpito,
ogni amore passato per la sorte.
Lo sguardo
Sentii il suo sguardo
posarsi sulle mie spalle,
passero sul ramo di castagno
e i passi lenti delle mie braccia
seguire assorto chiamando a sé
ogni respiro
tra la sua e la mia voce.
E quando il colore del vento
nella notte tinse di giallo
la sciarpa sciolta sulle labbra aprendo-
si in un bacio, osservarono
i capelli un ossequioso minuto
di piroette in castano ramato,
i fianchi poi un ondeggiare maliardo
tra le strade in croce.
Al semaforo mi cingevi ancora
di giallo le spalle.
dal libro "Dieci anni di PensieriParole" di PensieriParole Staff
Jonathan Livingston
Non una foto dalla lontana
miglia e miglia Spoon River,
solo piume bianche
di leggere creature di mare
e foglie nel cuore come panche
segnate dalle vite nella città, nei boschi.
Tu lì, tu allora. Nei passi la collera
d'anni foschi tra una conchiglia
e l'altra sulla riva e Johnatan
Livingstone sulle nostre teste
a misurare l'idea dell'amore.
E volava con lui tutto l'essere
e il niente.
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