Lo specchio

L'immagine mia nello specchio è riflessa,
scruto quel viso da anni ormai noto,
vedo un signore negli anni attardato
che di una fata s'è innamorato.
Poi mi soffermo, i pensieri rincorro,
cerco risposte che non dispongo.
E lungamente mi son interrogato,
l'amo davvero ma non ricambiato,
mi vuole bene, lo so, l'ho capito,
ma nel profondo mi sento ferito.
Ma poi ragiono dall'alto degli anni,
mi rendo conto, nello specchio ho guardato,
e già mi reputo gran fortunato, di avere Lei
come amica del cuore devo soltanto
dir "grazie Signore",
sulla mia strada Ella ho trovato
non posso pretendere d'essere amato,
dentro lo specchio l'immago è riflessa
ma quella fisica, non quella complessa
fatta di anima dolcezza e amore, e lì nascosto
profondo il dolore, in questo vecchio e stanco cuore.
Quel che bellezza non mi ha donato,
nell'elisir lo ha trasformato, di sentimento di puro ardore
io amo tanto quel dolce fiore.
Ma gli anni parlano e dicon parole, sei solo un vecchio
stanco e malato, che della "vita" ti sei innamorato,
ella è sfuggevole, dolce e amara,
a volte ricca più spesso avara,
guarda il tuo "tempo che ormai si avvicina",
è come ripida salita in collina,
lascia che il tempo si prenda i tuoi affanni,
lascia che il tempo si prenda i tuoi anni,
non puoi competere con la beltà,
pretender l'amore è rarità.
Siediti vecchio, comincia a pensare,
la tua salita inizia a scalare,
pian piano lento prosegue il cammino,
ed alla meta ormai sei vicino.
Lasciala libera di vita da amare,
lascia che uomo Ella possa incontrare,
prega soltanto che la vita riservi
per Lei l'amore che nel cuore conservi...
Caro destino la mia è una preghiera, dalle l'amore che le colmi il cuore,
e la tristezza anche di un solo giorno fai in modo che le si levi d'intorno.
Povero vecchio di lei innamorato, conservo il ricordo d'un amore rubato
il suo splendido corpo io ho accarezzato, le dolci labbra ho assaporato,
rammento i suoi abbracci e le dolci carezze ed il suo sguardo triste e profondo.
Di lei rammento le cose più belle le tengo strette nascoste nel cuore
perché con lei assaporato ho l'amore.
Anonimo
Composta giovedì 30 settembre 2010
Vota la poesia: Commenta

    Come posso dimenticare

    Come posso dimenticare
    una persona cara
    i suoi teneri abbracci
    le dolci labbra che baci e passione
    sapevano dare

    come posso dimenticare
    il gusto del caffè del mattino
    forte al giusto punto
    caldo come il suo cuore

    come posso dimenticare
    il suo corpo sinuoso
    il seno piccolo e attraente
    il suo sguardo suadente
    la sua dolce passione nel donare
    l'amore

    come posso dimenticare
    il suo primo bacio
    il suo abbraccio d'istinto
    il suo profumo
    il suo ardore
    quando il momento rapito
    mi ha il cuore

    non posso dimenticare
    non voglio, lo sento,
    il mio fremito al cuore
    quando negli occhi la guardo rapito
    da quel verde
    attraente infinito

    come posso dimenticare
    i pianti a dirotto
    quando triste il suo cuore
    sembrava distrutto
    rimanevo con lei lunghe ore a parlare
    io l'abbracciavo donandole amore
    le mani tra i capelli ho spesso adagiato
    e la tua testa ho accarezzato
    il dolce singhiozzo riuscivo a calmare
    ridandole pace dal quel dispiacere

    Come posso dimenticare
    che ora purtroppo la posso guardare,
    sperare un abbraccio ormai resta un sogno
    sfiorarle la guancia, parlare per ore
    fan parte di un tempo
    che ancora io agogno
    chissà se un giorno magari commossa
    potrò avere un bacio o una carezza
    Lo so la speranza crea spesso dolore
    ed io lo vivo per lunghe ore.
    Ricordo il tempo delle notti abbracciati
    io la guardavo ammirato dormire,
    il suo respiro ed il batter del cuore
    potevo sentire.
    Com'era dolce nel suo sonno indifesa
    ed io la guardia le facevo discreto,
    lente movenze andavo a fare
    per il suo sonno non disturbare.

    Dio, quell'immagine scavata è nel cuore
    e non v'è ladro che la possa rubare
    io la conservo gelosamente
    fino alle viscere della mia mente
    credo sincero una sola cosa,
    anch'oggi io l'amo
    lei è la mia musa

    Soffro davvero nel sentirla lontana
    e la ragione ne prova la pena
    questo lo dico dal fondo del cuore,
    ogni giorno mi sento invecchiare
    mi stringe il cuore d'amore il patema
    per quella esile donna ramata,
    che mai nella vita avea pensato
    di tanto amore essere bramata.
    Anonimo
    Composta lunedì 31 maggio 2010
    Vota la poesia: Commenta

      Dolcemente lei

      Dio, com'è bella!
      Occhi verdi, come fronde d'albero,
      viso dolce come il profumo di primavera
      esile, minuta la sua figura, eppure
      un gigante ella appare nella sua forza
      di grande guerriera, combatte con demoni,
      che dell'umore, spesso rattristano il suo
      giovin cuore.
      Anima in pena, eppure ribelle, la sua dolcezza
      d'incanto rapisce, la sua energia di piccola donna
      irraggia il mondo, allieta lo sguardo.
      Se la conosci non puoi non amarla,
      l'animo suo mutevole è al tempo, ora serena
      ora mossa dal vento, mare agitato in grande tempesta
      dopo un bel pianto lei dolce ridesta la sua mitezza
      ed il suo candore lasciano segno profondo nel cuore.
      Io la conosco, l'ammiro, la scruto, dentro nell'anima
      le ho letto il passato, lei mi rapisce in un mondo incantato
      fatto di abbracci, di pianti e tristezza, fatto di baci, sorrisi
      e carezze, io la conosco e ne sono fiero, dentro il mio cuore
      lei vive davvero.
      È come un fiore, se lo sai amare sempre più bello si potrà conservare.
      È come terra fertile e buona, ed i suoi frutti al mondo lei dona.
      Io la conosco, la conosco davvero...
      ecco, io l'amo d'amore sincero.
      Anonimo
      Composta lunedì 5 ottobre 2009
      Vota la poesia: Commenta

        Verrà

        Verrà, forse, il momento
        in cui comprenderai
        l'atroce abbattimento
        che adesso tu mi dai;
        tentando ancora un volo
        in quello che non c'è
        compreso d'esser solo
        andrai cercando me.
        Andrai alla mia porta
        e il cuore busserà,
        ma un'eco ormai distorta
        per me risponderà.
        Allora percorrendo
        tutti quei posti in cui
        l'amore andò nascendo
        ti accorgerai che fui.
        E l'aria che ci ha accolti
        verrà per dirti che
        i tuoi peccati assolti
        li ho già scontati in me.
        Un sordo avvilimento
        la mano prenderà
        poi, senza sentimento,
        te la riscalderà.
        L'amore che hai ucciso
        tutto lo rivedrai,
        le mani sopra il viso
        tu mi rimpiangerai.
        Anonimo
        Composta domenica 3 ottobre 2010
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di