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Sono arrabbiata, Dio.
Guardami, insomma!
Guardami e guardaci, a noi, pietosi umani,
ai quali, con la scusa di renderci intelligenti,
hai concesso il dono più pesante.
Perché?
Non abbiamo zanne, artigli né pelle coriacea,
non siamo veloci né in terra né in acqua,
Ah! Che sbadata!... abbiamo l'autocoscienza.
Ma grazie...
Abbiamo il rimorso, il rimpianto e puntiamo sempre in alto,
impazziamo per amore ed odio
e uccidiamo per piacere o vendetta.
Siamo alti, bassi, belli brutti magri o grassi... e ci lamentiamo,
facendo pure la figura degli ingrati.
Ascoltiamo i tuoi servi privi di autorità,
e ci facciamo guidare, come pecore cieche a forza di frustate.
Siamo partiti perdenti.
Ma tu, che tutto prevedi, hai mai scommesso su di noi?
Se l'hai fatto, non sei un Dio, visto che è una brutta puntata
se non l'hai fatto, beh, qui si chiude il dialogo.
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    Cercasi Luce....

    Il mio cuore è vuoto.
    Non provo niente, non sento niente.
    Non amore né odio,
    non gioia né tristezza,
    non benessere né dolore,
    ma solo quello stancante sentimento di indifferenza
    che distrugge il nostro essere e il mondo.
    Io sono indifferenza,
    indifferenza è morte,
    io sono morta.
    Ecco dove muore un'anima!
    Ecco dove muoiono i suoi sogni!
    Nel limbo più buio e nascosto,
    tra le delusioni e gli insuccessi,
    trattati come immagini annebbiate,
    quando in verità serve solo un po' di luce
    per rimetterli a fuoco.
    Composta domenica 20 giugno 2010
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      Mamma

      Ciao Mamma,
      tu che mi guardi da lassù,
      tu che te ne sei andata via troppo presto,
      porgimi la mano.

      Dammi la serenità,
      la dolcezza,
      l'amore.

      Dimmi che non sono malevole come mi hanno descritto.

      Fai capire a lei che l'amore non ha catene,
      fai capire a lei che l'amore non può finire.

      Vorrei essere compreso,
      Vorrei amare ed essere amato,
      Vorrei riuscire nella mia vita,
      Ma non ho più la forza per proseguire.

      Cara mamma,
      tu che mi guardi da lassù,
      porgimi la mano,
      portami via con te.
      Composta martedì 15 giugno 2010
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        Sofferenza

        Hai scoperto il mio lato più debole,
        come fai ad amarmi? Anzi,
        perché mi ami se non riusciamo neanche a stare insieme un po'?
        È l'una,
        con la mia sigaretta in bocca sto fissando una stella,
        l'unica che c'è, sei te,
        tutte le altre sono coperte dalle nuvole,
        oddio,
        anche te vieni coperta da una nuvola,
        che brutto,
        sei sparita, non ci sei più.

        Ho una grande paura di deluderti,
        ho paura di perderti prima ancora d'averti trovata,
        ho paura d'amarti,
        ma nello stesso tempo griderei al mondo il mio amore verso di te.

        Ti amo,
        tre parole dal significato immenso,
        tre parole che valgono una vita,
        tre parole che fanno soffrire,
        un dolore che fa anche morire.

        Se un giorno smetterai d'amarmi stammi vicina come una grande amica,
        una grande donna che è riuscita a far pingere il mio cuore.
        Composta lunedì 14 giugno 2010
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