Scritta da: Silvana Stremiz
Ebbe solo bisogno d'ali
quel vecchio per volare
ma trovò solo un bastone
per sorreggersi e camminare.

Giorni felici trascorreva correndo
in mezzo ai suoi pensieri
vivi come un tempo
ed ora lo seguono
nel suo lento incedere.

Alberi nudi l'accompagnano sul viale
che lontano lo portò
da un tempo veloce ad uno pigro
come i suoi passi.

I suoi giorni sono quasi fermi
assopiti da un tempo più veloce di lui
forse per non fare rumore
per non svegliarlo
da quel sonno che ora vive.

Lento come i suoi gesti
quasi girati al rallentatore
per occupare un tempo troppo lungo
per i suoi pensieri che ora sono tanti
allineati uno ad uno come soldati.

É solo ora e osserva il lento volare
di soffici batuffoli di neve
e i suoi occhi sognano
e brillano come stelle al primo chiarore.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    Rileggere le mie poesie
    come fossero ricordi
    come se il cielo si fermasse
    ad aspettare il volo di ali
    in mezzo al mare
    osservare il volo dei pensieri
    ascoltare le loro voci
    che fecero presto a diventare nuvole.

    Forse erano delle stelle
    perché in cielo non potevano volare
    o peggio non potevano amare
    né potevano sognare
    perché prive d'anima
    spoglie d'ali o di desideri più leggeri
    delle loro piume.

    Rileggere i tuoi pensieri
    caldi come fossero stelle
    come fossero attimi fermi nel cielo
    tanto d'assomigliare al chiarore
    d'onde riflesse
    o cercare di sperare
    che tutto domani cambierà
    ed una nuova vita sembrerà.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Giochi
      Giochi
      a mente serena
      nelle ombre
      dei sogni.

      Coccoli desideri
      d'amena bellezza…
      olezza il vecchio
      all'inconsueto ricordo
      d'una vita migliore.

      Migliore!

      Quale sortilegio questa parola
      scritta ovunque
      ma mai conquistata
      da nessuno.

      Peggiore!

      Quale movenza può essere
      se non un nostro comportamento
      avvertito dalla nostra coscienza?

      Meglio… peggio…

      Quant'altre parole
      s'odono strumentalizzate
      all'occorrenza
      senza senso alcuno
      in un viver quotidiano
      che ci attanaglia
      in budelli lastricati
      da pareti lucenti
      che riflettono
      opposte situazioni
      in identiche emozioni.

      Chi mai puo'ò dire
      se non a se stesso
      quale intensita'à emotiva
      sta provando
      se un attimo dopo è gia'à cambiata?

      Lamenti!

      Paure rarefatte
      di stravolgenti cambiamenti
      s''odono in noi
      come turbamenti
      incatenati dalla stagnante Pigrizia
      che ci'invade.

      Strana gente
      che sorride e si lamenta
      non pensa
      non sa
      non si chiede
      cosa fa.

      E poi diciamo
      che la vita è strana!
      Anonimo
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Si vive come nel sogno-incubo
        di un alter ego senza opportunità
        di confronto-scontro.
        Si agisce o si reagisce
        o ci si lascia scivolare addosso
        piogge, tempeste e perfino uragani.
        Dall'esterno ecco, come macigni,
        critiche e giudizi:
        frutti rinsecchiti ed inutili
        dell'ignorante moralismo di chi
        si crede più normale eppoi soccombe
        sotto ben più soft colpi della sorte.
        Muovendosi, correndo
        negli angoli più reconditi
        del sogno-incubo,
        si può scoprire un'altalena:
        non è il miraggio
        di un cuore atterito
        ma l'esaltante speranza
        di chi ha avuto coraggio!
        Anonimo
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