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Scritta da: Silvana Stremiz
Un giorno per lei raccolsi un fiore
e un brivido profondo mi pervase
Altri giorni raccolsi fiori ma non fu lo stesso

Una sera insieme osservammo la luna
e una magica emozione si librò nell'etere
Altre sere la guardammo ma non fu lo stesso

Passeggiando mano nella mano lungo il mare
sembravamo fonderci con esso
Ma altre volte non furono così

Imparai che le cose belle durano un attimo
e che non dovevo viverle nel rimpianto
ma custodirle nel mio cuore
nel vivo ricordo di esse
Perché potessero esistere in eterno.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    Vicine per un'istante
    per un attimo ti ho pensato...
    sempre distante, scostata da me ti tenevi,
    forse non ho mai creduto nella tua morte...
    forse solo ieri, ne sono stata cosciente...
    ti ringrazio nonna...
    per avermi dato l'illusione di non essere
    la statua di marmo che ho sempre creduto...
    forse perche se fossi viva,
    a giorni ci saremo riviste...
    "il brivido dell'inverno" lo chiamavo,
    perche come s'avicinava il natale,
    pesava sulle mie uscite e divertimenti il fatto di dovervi venire a trovare...
    e quante proteste, per il viaggio, gli errori sui nomi dei parenti...
    un gruppo di sconosciuti che si scambiavano gli auguri di natale...
    eppure era divertente,
    andare a trovare qulla vecchia galiarda,
    e... ametiamolo, romiscatole!!
    Non sò cos'eri...
    non una nonna sicuro!!
    Almeno non le classiche,
    niente cipolla, ne sottane e biscchotti appena sfornati.
    Piuttosto,
    vestitini eleganti, capelli appena acconciati...
    e... sempre un occhi al bel dottore...
    che ti voglio bene,
    non ne ho più dubbi...
    se me ne volevi tu...
    forse ne ho avuti...
    ho posato una rosa rossa sulla tua tomba...
    "lo sò... "
    sono le parole che vennero alla mia bocca...
    per un attimo ti ho sentito accanto.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Figlia mia
      in questo silenzio
      violato solo dalla melodia
      delle acque che scivolano sull'alveo sassoso
      in questa umana solitudine
      immenso è il frastuono
      che sento in me
      vedendoti nei pressi
      di un albero gemmato
      assorta in mille pensieri
      il mio grande amore che provo per te
      figlia mia
      la grande ansia che regna in me
      del tuo crescere così in fretta
      in questa natura in risveglio
      la tua presenza
      dà colore alle foglie ingiallite
      dà profumo a prati senza fiori
      sii paziente non farti travolgere
      come il ruscello verso valle.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Papà... Ciò che affligge il mio cuore
        è apparire ai tuoi occhi
        un eterno Peter Pan
        I tuoi sguardi verso di me
        sanno di delusione
        e a volte
        anche di disprezzo.
        Appena mi avvicino a te
        un limite invisibile mi ferma
        e ogni tua parola è una spina
        che oltrepassa l'anima
        mi sento all'improvviso
        minuscola e inutile...
        Arrivare al tuo cuore
        è la tappa più difficile
        è sinonimo di tanta sofferenza
        Un giorno... forse... riuscirò...
        e sarà la rivincita della mia vita!
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