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Scritta da: Silvana Stremiz

La loro america

Partenza,
su zattere di sudore
indossano vestiti di comprensione
alla ricerca della nuova destinazione.
Figli della pazienza
e della disperazione
sfidano il freddo, il mare, la loro consolazione.
Un abbraccio,
un approdo
la vista di un abbaglio
il sogno di un piccolo spazio.
Si accontentano di un incontro
non aspettano insulti e ostilità.
La loro passione
non è rassegnazione.
Una pagina assurda,
l'imprudenza,
il rischio
di non vedere più luce.
Ma la loro America
si intravede,
la nuova terra
gelosamente ci si crede
e lì che aspettano
un altro scarico,
un'altra bugia,
l'inizio
di un assurda nostalgia.
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Rabbia ignorante

    Esulta paralizzante
    il gol dell'attaccante,
    come uno scudo
    non mi protegge
    dalla rabbia ignorante.
    Con andatura eccitante
    colpisco il mio combattente.
    Amara è la sua arresa
    non c'è più bandiera,
    non c'è più tifo
    ma solo la guerra.
    Inutile e insensata
    preda del tocco di una palla
    o della sconfitta di una squadra,
    ma sempre assente è la scusante
    di questa rabbia ignorante.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      Ebbe solo bisogno d'ali
      quel vecchio per volare
      ma trovò solo un bastone
      per sorreggersi e camminare.

      Giorni felici trascorreva correndo
      in mezzo ai suoi pensieri
      vivi come un tempo
      ed ora lo seguono
      nel suo lento incedere.

      Alberi nudi l'accompagnano sul viale
      che lontano lo portò
      da un tempo veloce ad uno pigro
      come i suoi passi.

      I suoi giorni sono quasi fermi
      assopiti da un tempo più veloce di lui
      forse per non fare rumore
      per non svegliarlo
      da quel sonno che ora vive.

      Lento come i suoi gesti
      quasi girati al rallentatore
      per occupare un tempo troppo lungo
      per i suoi pensieri che ora sono tanti
      allineati uno ad uno come soldati.

      É solo ora e osserva il lento volare
      di soffici batuffoli di neve
      e i suoi occhi sognano
      e brillano come stelle al primo chiarore.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Rileggere le mie poesie
        come fossero ricordi
        come se il cielo si fermasse
        ad aspettare il volo di ali
        in mezzo al mare
        osservare il volo dei pensieri
        ascoltare le loro voci
        che fecero presto a diventare nuvole.

        Forse erano delle stelle
        perché in cielo non potevano volare
        o peggio non potevano amare
        né potevano sognare
        perché prive d'anima
        spoglie d'ali o di desideri più leggeri
        delle loro piume.

        Rileggere i tuoi pensieri
        caldi come fossero stelle
        come fossero attimi fermi nel cielo
        tanto d'assomigliare al chiarore
        d'onde riflesse
        o cercare di sperare
        che tutto domani cambierà
        ed una nuova vita sembrerà.
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