Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Silvana Stremiz

Perdere la strada

Camminare, passeggiare
sotto le fiaccole della luna,
una strada brecciata
girovagante alle colline.
Alberi, rami protesi,
plaghe d'ombra, oscure caverne,
smerlettate, maculate,
occhieggia la luna
fra le foglie vibranti nella brezza.
Baciare le dolci labbra,
sotto l'ombre maculate,
dell'innamorata mentre gli occhi
sfavillano ai raggi lunari.
Bisbigliare parole d'amore
nell'incanto della notte:
mille archetti sonanti
le note di cristallo di un usignolo.
Sfiorare il caro volto,
seguire la curva del bianco collo.
Sentire la passione ardere
gli innamorati sospirosi,
come verdi rami al fuoco,
e fondere nel crogiolo
la più preziosa lega: l'Amore.
Una mano sfiora,
zeffiro, il volto tuo.
Un nembo nero mangia la luna,
un'oscurità abissale assale la terra.
Sfiorati voglio ma non ti trovo,
ti cerco ma non ti trovo,
svanita come la luce lunare.
Sono rimasto solo nel vento,
che sibila sinistro nella foresta.
Una lacrima spaurita
scende tremula sulla guancia.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz

    In solitudine cogliere armoniosi accordi.

    Giunchiglie, sulla riva,
    ridono con riso dorato
    Sull'acqua trema lievemente,
    tra ombre del salice,
    biondo riflesso di narcisi.
    I fiori narrano fole nell'ombra.
    Le ninfe spiano dai margini del bosco,
    lanciano sguardi melanconici,
    si ritraggono come pallidi fiori,
    si rifugiano nell'ombra cupa.
    Nella macchia un garrulo cinguettare .
    Impertinente un pettirosso,
    sul sentiero, interroga pipilando.
    Il ruscello gorgheggia
    con impetuosa letizia .
    Tra cielo e terra un sbocciare
    gaio d'anemoni ,
    un fremere di uccelli.
    Il giovane vento, agguantato
    dai rami degli alberi,
    si lamenta della prigionia.
    Le felci giaciono appassite, spezzate,
    scarmigliate dall'inverno.
    Le foglie cadute dalla quercia,
    calpestate emettono un gemito,
    risospinte nell'oblio.
    L'angoscia delle felci prostrate,
    il volo spensierato,
    la trepida gioia delle gemme ,
    il singhiozzo del vento frenato
    percepivo vagando solitario.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz

      Cielo bacia terra

      Metallica croce
      mi sovrasta.
      Vuoto mi circonda
      e confonde.
      L'infinito segue
      un picco dopo l'altro,
      dal pertugio una valle
      spinge l'occhio al mare.
      Sfoca l'immagine
      cielo e mare, mare e terra,
      città concrezioni calcaree.
      L'aquila imperturbabile
      segue la rotta della brezza.
      Il sudore ghiaccia
      al pensiero d'abbandonare
      l'infinito silente.
      Meglio lanciare in volo
      la massa grigia
      e smolecolare nell'azzurro spazio.
      Vota la poesia: Commenta