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Scritta da: Silvana Stremiz

Un momento di pace

Sto aspettando un momento di pace infinita
come quando distesi in un campo di grano
si sentono solo gli aerei passare
e ogni nuvola è un gioco
sempre da trasformare...
come quando nell'alba di un dolce mattino
si ode soltanto il rumore del mare
e la sabbia che scivola fra le mie dita
ha il fruscio della seta
e il silenzio è un incanto
rotto solo dal pianto di un cuore che soffre...
non ha voce il dolore
non ha pace quel cuore...
tristemente galleggia
come un fiocco di neve su un lago ghiacciato
e non c'è primavera che possa far sciogliere il gelo
e le ali spezzate non spiccano il volo
vorrei essere il cielo...
dove un angelo non è mai solo.
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    La madre

    La madre era l'attesa imprescindibile,
    la gola fiorita di ginestre, l'insenatura calda;
    era l'approdo certo.
    La speranza scintillava inavvertita
    tra le sue braccia.
    La madre era musica alta, era la culla
    che nutriva il sogno.
    Improvvisa, la madre, si frantumò
    contro pareti altissime
    lasciò dietro di sé pozzi di solitudine
    attese senza attesa, noia,
    musica che, come in un disco
    di vinile che s'inceppa,
    ripete ancora e ancora
    la stessa nota, all'infinito.
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      La casa dove vivesti
      ha fenditure ove nidificano
      le formiche della memoria
      (camminano dentro la testa,
      portano via, a mucchi, lentamente,
      i grani di passate stagioni
      e accumulano, per un inverno
      che è già qui).
      Nelle stanze più interne,
      quelle costruite nei tuoi recessi
      più profondi, ci sono crepe
      che si allargano, erosioni
      che saranno voragini, fino a che
      non ci sarà che il vuoto,
      un buco nero, come per la morte
      di una stella.
      E chi passerà dopo di te
      vedrà ancora l'indifferenza
      delle formiche che non ricordano,
      la piccola anfora del tuo corpo
      le sue minuscole incisioni indecifrabili.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        Il mio gran amico
        di cui molto mi fido
        è una persona come tutte le altre
        una persona qualunque
        è bello poter rinunciare
        uscire dal campo
        e anche lui far giocare
        dandogli il cambio
        noi risolviamo ogni difficoltà parlando
        certe volte anche giocando
        infine posso dire che un amico,
        "secchione" o "fico"
        brutto o bello
        serio o monello
        è una persona speciale
        che certe volte ti fà un po male
        perché se ti tradisce
        tu rimani male e triste.
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