Scritta da: Silvana Stremiz
Perché tu hai vita, ma sepolta giace,
mio amore, distorto ramo disseccato
dove d'incausto verde urlo stride
e vorrebbe gettare, ma non leva
a penetrare sconfiggendo il legno
e non azzarda si riduce peggio
di frammenti di luce
che bianco di materia discaccia
da ritorno al primo grembo:
coltre di neve se bianco implacato possiede,
madre che inerme ti ha gettato.
Anonimo
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    Un vento zingaro

    Il momento del parlare
    mi tolse fiato,
    e nella stanza della sera giovane
    fu un sussulto di coraggio.
    Nell'istante scrutai i tuoi occhi,
    le tue mani non ritratte: la mia intenzione ristette,
    poi si ruppe senza fragore.
    I sussurri si amalgamarono
    sui libri, sui muri, contro le finestre,
    all'ora che chiama l'uomo
    all'uscire.
    E uscimmo nel lieve spirare
    di un vento zingaro.
    Anonimo
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      La promessa

      Tacciono le tue parole, lontane,
      e volano senza toccarti
      i miei pensieri a briglia sciolta.
      Di lungi tuona felice
      il temporale di luglio,
      e copre la tua voce assente,
      baluginante nel ricordo,
      con lampi incerti di noia.
      Non saprai quel sentire per te che segreto
      è al nostro cuore; è un pensiero,
      un regalo che lumeggia invano
      alle tue palpebre chiare.
      È la promessa che solleva foglie d’emozione,
      e si lascia l’estate alle spalle.
      Anonimo
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