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Scritta da: Silvana Stremiz

Assenzio

Abbiamo costruito templi dorati
abitandoli di variopinte divinità,
cerchiamo rifugio,
ovunque,
in terra e in cielo,
con ogni mezzo ed ogni fantasia;
rifugio da noi stessi,
dagli altri,
dalla vita e dalla morte.
Ci inebriamo di conoscenze
illudendoci d’immortalità.
Desolati frammenti organici,
non capiamo cosa siamo
né come sia possibile la nostra esistenza.
Entriamo in chiese e laboratori
con le stesse paure e le stesse speranze.
Temiamo di essere disillusi
e invochiamo una qualche certezza
comoda al nostro futuro.
Ogni giorno ci ubriachiamo di professioni di fede,
e ci sentiamo protetti,
ci sentiamo conquistatori.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    Nei tuoi occhi io rifletto la mia vita
    rispecchio ciò che è stato il mio passato
    e intravedo in lontananza il mio destino
    accorgendomi in questo modo
    che ogni istante della mia vita
    è vissuto assieme a te.
    Tu sei la mia droga più pesante
    la mia sorgente di vita
    vado a dormire solo per sognarti
    inesorabilmente tra le mie braccia.
    Uscivo per vederti e aprivo bocca per parlarti
    e d'improvviso sei svanita nel nulla più glaciale.
    L'illusione d'averti era una visione onirica
    senza la notte per poterla vivere.
    La vita è grande, tu sei grande
    ma non può basarsi sui sogni e tu sei un sogno.
    Rimugino i lemmi che da qui a poco hai pronunciato
    frasi lasciate all'aria in balia del vento
    scolpite su lastre di ghiaccio all'inferno.
    Mentre rifletto su cosa dirti domani
    trovo ciò che avrei potuto dirti ieri
    mentre cercavo di cogliere al volo
    un'ennesima occasione persa.
    Non faccio altro che cercare parole
    parole che non capirai mai
    sono frasi e cenni d'amore
    che nessuno ti ha detto e perciò non sai.
    Tu che rispondi e mi chiedi:
    perché Il sole non'è così caldo
    immenso e misterioso come te
    che nella vita ti tiene saldo
    a terra, luna e forse me.
    Tu sai che io non sono
    non sono chi pensi possa essere
    ma potrei essere meglio di ciò che sembro
    e do ciò che pensi non abbia dentro
    quel cuore che batte d'amore
    per amare chi non ti capisce
    e non rispetta e percepisce il valore
    del sentimento che ora svanisce
    e ferisce quel cuore d'amore
    che altro non fa che recepire e conservare
    ogni singolo dolore.
    Non so che pensare per cantarti dei versi
    che non saprei pronunciare in quest'alba d'amore
    durata per poche ma interminabili ore.
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Strisce bianche e cammelli

      Riaffiora dalle anime sepolte
      avvolte nel mistero
      di un empirico inconscio rubato
      ad un soffio cruciale
      di uno spirito scisso all'irrazionale
      nonostante il crollo da un istinto siderale.
      Ascesa. Accolto da una stella
      oscurata al simulacro
      da un aneddoto enigmatico
      senza regno nell'occulto
      di un retorico giardino viziato dall'imbrunire
      tramontato al sorgere di un sentimento sublime
      ricoperto di trasparenza desolata
      di un dotto ostile
      come sfigurato dottrinante
      ammaliato e cupidamente vezzeggiato
      sfregiato dall'idiozia trascendente
      delirata da strazianti maschere ripudianti .
      Stirpe velata dall'utopia
      dei protèsi flussi di ironia
      scolpita dall'odio di un ideale
      di bramosa frenesia ancestrale
      cosmicamente ponderata
      da uno stipite sciupato dall'ipocrisia
      incolmabile di sdegno.
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