Scritta da: Daduncolo

La realtà di un sogno

Per anni ho sognato, sperato, cercato e alla fine trovato
tre splendide creature, che hanno reso la mia vita
come un libro di fiabe, che continuo a leggere
giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, e
senza fine non mi stanco mai di chiuderlo.

Il mio angelo, la mia sirena e la mia stella
popolano la mia celeste sfera, che nel mondo
in cui vivo riflettono la realtà di un sogno
infinito e sereno.

Il mio libro fantastico è divenuto per me
l'epico poema che tanto ha reso magica
la mia vita, e come l'Orlando furioso
che vinse mille battaglie, io vinsi la
più importante, quella di non aver
mai più avuto paura di rimanere solo.

Come preziosi diamanti ripongo il vostro
valore nel mio cuore, come uno scrigno
conservo il vostro ricordo nella mia mente,
come leggiadre melodie risuonano nell'anima,
i vostri sguardi come specchi riflettono la speranza
di una vita.

Angelo mio, creatura di pace e salvezza,
le tue gesta di affetto danno vigore al mio
cuore e i tuoi lisci e soffici capelli come
preziosi guanciali di seta mi danno la
facoltà di riposare e cullare i miei più
intimi sogni.

Sirena mia, creatura di perenne fortuna
e destino, ogni giorno il tuo profondo
sguardo riflette l'infinito mare che come
una grande lacrima posata sulla terra mi
regala immense emozioni, e il tuo fulgido
sorriso come raggi del sole filtrano e
illuminano anche i più profondi
fondali marini.

Stella mia, guida della mia vita,
come una bussola mostri il mio cammino
e fai in modo che la mia barca in mare aperto
raggiunga il suo porto.
Sono però anche sicuro che la mia vita
senza di te continuerà, ma sarà come
conseguire un vita senza scopo.

La vita è fatta di certezze, le mie uniche sono:
un angelo, una sirena e una stella;
finché siete delle creature non smettete
mai di volare, perché voi ne siete capaci
ed io con voi!
Anonimo
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    Scritta da: Daduncolo

    Lode alla donna

    Sublime creatura tra cielo e terra
    quasi diafana e lieve compare
    e scompare per poi riapparire
    hai nostri occhi tra quella limpida
    e immensa distesa celeste per portar
    del bene in questo imperfetto mondo.

    Candida creatura dagli occhi
    celesti e dai capelli d'oro
    incanti e proteggi noi malefici
    uomini dai troppi vizi che nel
    piccolo mondo ci concediamo.

    Creatura irraggiungibile, tu che
    rifletti colore e splendore, il tuo
    profondo sguardo cattura l'attenzione
    e rende gentili, anche un malvagio
    demone si presta ai tuoi piedi e
    ti chiede perdono dal basso fondo.

    Il tuo alone illumina il nostro
    cammino e ci conduce alla
    perenne beatitudine, le tue gesta
    riempiono il nostro cuore di solo amore.

    Le donne sono angeli, e per
    questo noi uomini prestiamo
    loro immensa devozione perciò
    che di importante svolgono
    nella nostra esistenza.
    Anonimo
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      Scritta da: Daduncolo

      L'airone

      Nella sua lieve eleganza, un
      airone valica le infinite acque
      di questo mondo; fiumi, laghi, mari
      e come creatura celeste impartisce
      la propria supremazia, come
      un Dio nella propria sfera celeste.

      Una nivea e grigiastra creatura
      aleggia con le sue robuste ali,
      allegra e serena nell'aeree e una
      leggiadra brezza accarezza il suo manto,
      il suo capo ed il suo acuto becco dorato,
      che come un dardo scagliato dalla sua
      corda, penetra e scalfisce la gracile
      atmosfera...

      Come una piuma lievemente si posa,
      e nella sottostante superficie d'acqua
      il suo batter d'ali trasforma
      il magico lago in una perenne
      distesa di ghiaccio, e come un valzer
      continuo danza e oscilla come
      una valente pattinatrice sul ghiaccio.
      Anonimo
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        Scritta da: Andrea Manfrè
        Mentre il sole si eclissa
        in questo attimo vuoto
        socchiudo lentamente gli occhi
        e ascolto in silenzio
        il tonfo sordo del mio cuore.
        È rumore di nulla,
        rumore di assenza,
        un battito lento
        che accompagna i miei giorni,
        un suono metallico
        che stride sull'anima
        come unghie graffianti
        laccate di rosso.
        Ho creduto di averti,
        mi sono illusa di amarti,
        per lunghi giorni ho stretto la tua mano,
        credendo ci fossi anche tu
        ma ero sola in un deserto metropolitano,
        abbandonata nella folla infinita
        composta da noi due
        e dai nostri fantasmi.
        Ho dovuto gridare per sentire la mia voce
        nel frastuono dei miei pensieri
        non capivo più nulla,
        ti vedevo lontano, flebile e curvo
        i tuoi occhi distanti
        mi vedevano senza guardarmi
        Ti ho lasciato una sera
        mentre gli occhi si chiudevano
        per la troppa stanchezza
        ho voltato l'angolo
        in cerca della solitudine
        a cui mi avevi abituata,
        ed ho trovato me stessa,
        stanca e affannata
        ma ancora capace di scegliere.
        Il tempo è passato lento
        giri infiniti di lancette
        a scandire il ricordo
        del nostro amore inventato
        per trovare la pace
        e la quiete
        e tornare ad ascoltare
        il battito di un cuore spezzato.
        Apro piano i miei occhi,
        dopo tanto buio
        questa luce mi abbaglia
        mi impongo di farlo,
        io voglio vedere
        questo oggi appena nato
        e un nuovo domani
        dove saprò ricordarti.
        Anonimo
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