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Carcere

Rifletto, mi affanno e mi domando
Agli argini del burrone, in bilico, tremando
Come mai vedo l'essenza che sta svanendo
Consento agli stimoli di ingabbiarsi gelando
In un carcere di paure la pena stanno scontando

Vaneggio con la mente mentre il caos sta esplodendo
Penso alla mia musa, al mio intelletto
Ora mai è tanto che di pan e acqua si stan cibando
E ora di evadere da questo destino maledetto
È ora di dar luce e potenza alle parole scappando
Dall'ansia carceriera che tirannica mi ha stretto
Ai polsi manette che soffocano ogni mio vero comando.
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    Scritta da: DD DD
    Si attaccavano alle mie tempie
    violentavano la mia anima,
    portavano tutto via,
    fu così che la mia purezza svanì
    e con lei vidi sfumare la luce.
    Trovai giaciglio nel buio che inesorabile mangiò tutto,
    così rimasi lì,
    dove i colori non avevano più alcun valore
    e lì attesi in silenzio,
    fino a ritrovare la mia anima,
    fu come riprendere consapevolezza
    un brivido si distese sul mio corpo
    come mille aghi,
    capii che non ero più
    Urlai.
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