Cent'anni

Cent'anni aspetterò il tuo sorriso
Cent'anni cercherò il tuo amore
Nella solitudine dei miei pensieri

Cent'anni resterò nel dolore
Ad aspettare la gioia del tuo ritorno
Cent'anni vagherò nella memoria
a rivivere quello che è stato

Cent'anni aspetterò il tuo sì
Lascerò tutto immutato
Ritroverai tutto come lo hai lasciato

e se vorrai,
Ritroverai intatto tutto l'amore per te.
Anonimo
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    Il vento dell'estate

    Il vento dell'estate annunciò
    Il nostro autunno
    e venne la pioggia
    a bagnare i nostri vestiti leggeri

    Venne quel giorno ancora caldo
    Ma che non riusciva
    a scaldare i nostri corpi

    Le parole si spezzarono
    Quel mattino sotto un pallido sole
    Poche parole, eterni pensieri
    Spezzata la voglia di fare

    Restammo seduti a guardare
    Il mormorio della gente
    Un bimbo cencioso
    e il suo bottino di pane

    Il dolore che volevo cancellare
    e stavolta non c'erano lagrime
    Ma quel silenzio che blocca la gola

    Una folata di vento
    Il vento dell'autunno
    Che annuncia il nostro inverno

    La solitudine di un giorno di festa
    e la notte sempre più lunga
    Che inghiotte i nostri pensieri
    Aspettare una nuova luce
    Per cancellare questo dolore.
    Anonimo
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      Ho gridato ti amo

      Con te ho visto la luce
      Dopo un secolo di buio
      Ho visto il cammino illuminato
      Ho visto i fuochi nella notte

      Il tuo nome tatuato sulla pelle
      Inciso col fuoco nel cuore
      Un urlo nella notte

      Ho gridato "Ti amo"
      Ho aspettato che il vento
      Ti raggiungesse
      Ti sei voltata, hai ascoltato

      Ho visto il tuo volto nella luce
      Nell'abbagliante luce del tuo amore.
      Con te ho visto la luce
      Dopo di te tornerò nel buio.
      Anonimo
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        Se fossi il migliore

        Se fossi il migliore degli uomini
        Ti porterei tra i boschi di agrifoglio
        Ti bacerei all'ombra della luna
        Se fossi il migliore tra gli uomini
        Ti costruirei un capanno nell'isola più bella
        e ti amerei come non lo sei mai stata
        Se fossi il migliore tra gli uomini
        Volerei nel cielo per prendere la stella
        Più luminosa e farne un anello per la vita
        Ma sono solo io che sa amarti con il cuore
        Di uomo che mai, prima di te, ha conosciuto l'amore.
        Anonimo
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          Scritta da: Daduncolo

          La triste sorte del Re

          Tra il fiume di folla avanzo
          stremato e con lo sguardo
          basso seguo le orme del mio
          triste destino.

          Così perso e per niente confuso,
          so di essere innocente.

          Così usato e mai infedele, ho
          amato la mia povera gente.

          Legato a giudizio, si spegne così
          il mio sogno di patria.

          Trascinato via dal cuore umano, vado
          in contro alla paura.

          Lo sguardo grifagno della gente è
          lo specchio di un grande abbaglio.

          Non c'è miracolo che attende, il mio
          destino è stato già segnato, la fine
          del mio regime è dietro l'angolo.

          Lo respiro nell'aria e lo guardo nel
          cielo, è giunta la triste sorte del Re.

          Tante parole sono state dette e tante
          altre sono morte soffocate, tra queste,
          rimangono sepolte le parole di un innocente.

          Il patibolo è la che attende, la folla
          è la che preme.

          Così perso e per niente confuso, so
          di essere innocente.

          La lamina sottile rimanda a me un po'
          di luce, il coraggio dell'innocenza
          è la mia unica forza.

          C'è un silenzio tutto attorno, ho così
          il cuore in gola.

          Sento il mondo attorno a me collassare,
          e dentro di me l'ombra oscura del nulla
          avanzare.

          La libertà che tanto si dice è il
          pugnale del mio ultimo passo al mio
          ultimo capitolo.

          Così annego tra il tonfo dei tamburi e
          tra forconi e spade c'è chi inneggia
          il tricolore.

          Lo respiro nell'aria e lo guardo nel cielo,
          è giunta la triste sorte del Re.

          Lascio un sorriso di sfida vagare tra
          la piazza, sperando che una nuova luce
          apra loro gli occhi.

          Così perso e per niente confuso, so bene,
          che andrò via innocente.
          Anonimo
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