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Ho gridato ti amo

Con te ho visto la luce
Dopo un secolo di buio
Ho visto il cammino illuminato
Ho visto i fuochi nella notte

Il tuo nome tatuato sulla pelle
Inciso col fuoco nel cuore
Un urlo nella notte

Ho gridato "Ti amo"
Ho aspettato che il vento
Ti raggiungesse
Ti sei voltata, hai ascoltato

Ho visto il tuo volto nella luce
Nell'abbagliante luce del tuo amore.
Con te ho visto la luce
Dopo di te tornerò nel buio.
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    Se fossi il migliore

    Se fossi il migliore degli uomini
    Ti porterei tra i boschi di agrifoglio
    Ti bacerei all'ombra della luna
    Se fossi il migliore tra gli uomini
    Ti costruirei un capanno nell'isola più bella
    e ti amerei come non lo sei mai stata
    Se fossi il migliore tra gli uomini
    Volerei nel cielo per prendere la stella
    Più luminosa e farne un anello per la vita
    Ma sono solo io che sa amarti con il cuore
    Di uomo che mai, prima di te, ha conosciuto l'amore.
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      Scritta da: Daduncolo

      La triste sorte del Re

      Tra il fiume di folla avanzo
      stremato e con lo sguardo
      basso seguo le orme del mio
      triste destino.

      Così perso e per niente confuso,
      so di essere innocente.

      Così usato e mai infedele, ho
      amato la mia povera gente.

      Legato a giudizio, si spegne così
      il mio sogno di patria.

      Trascinato via dal cuore umano, vado
      in contro alla paura.

      Lo sguardo grifagno della gente è
      lo specchio di un grande abbaglio.

      Non c'è miracolo che attende, il mio
      destino è stato già segnato, la fine
      del mio regime è dietro l'angolo.

      Lo respiro nell'aria e lo guardo nel
      cielo, è giunta la triste sorte del Re.

      Tante parole sono state dette e tante
      altre sono morte soffocate, tra queste,
      rimangono sepolte le parole di un innocente.

      Il patibolo è la che attende, la folla
      è la che preme.

      Così perso e per niente confuso, so
      di essere innocente.

      La lamina sottile rimanda a me un po'
      di luce, il coraggio dell'innocenza
      è la mia unica forza.

      C'è un silenzio tutto attorno, ho così
      il cuore in gola.

      Sento il mondo attorno a me collassare,
      e dentro di me l'ombra oscura del nulla
      avanzare.

      La libertà che tanto si dice è il
      pugnale del mio ultimo passo al mio
      ultimo capitolo.

      Così annego tra il tonfo dei tamburi e
      tra forconi e spade c'è chi inneggia
      il tricolore.

      Lo respiro nell'aria e lo guardo nel cielo,
      è giunta la triste sorte del Re.

      Lascio un sorriso di sfida vagare tra
      la piazza, sperando che una nuova luce
      apra loro gli occhi.

      Così perso e per niente confuso, so bene,
      che andrò via innocente.
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