La resa del cuore

Quel mattino
nel tempio del Canova
ebbi a ritornar
con una dolce creatura,
così soave e celestiale
da avvolgere di mistero
il profondo sentimento,
poi con labbra intrise
di ardente desiderio
ebbe a proferire
discrete parole,
che traboccanti
d'amor profondo
trafiggevano per sempre
un generoso cuore.
Anonimo
Composta venerdì 10 aprile 2009
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    Scritta da: harrybar2009

    L'amante nei sogni

    Quando mi vieni a trovare,
    di notte, fai piano.
    Mi piace sentire il tuo respiro caldo
    dietro l'orecchio
    poco prima che le tue braccia forti
    e il tuo corpo
    mi abbraccino per farmi sentire
    quanto fisicamente mi comprendi.
    Quel tuo abbraccio mi copre,
    mi trattiene, mi consola,
    mi cerca e mi trova,
    mi protegge dai brutti pensieri.
    Quando entri nei miei sogni, di notte, fai piano.
    E restaci a lungo, più a lungo che puoi.
    I miei sogni sono fragili come bolle di sapone,
    sebbene bramino volare alti,
    e un raggio di luce del mattino li uccide.
    Quando mi baci, prima di andar via, di notte,
    fa che nel tuo bacio ci sia
    tutto quello che non abbiamo potuto dire
    tutto quello che non abbiamo avuto il tempo di fare
    godere insieme
    e fa che tutto questo resti con me
    che si perda nel mio respiro
    fino a quando, notte dopo notte, ti ritroverò.
    Cosicché, quando il sole del mattino
    mi farà aprire gli occhi,
    ritrovi l'ombra beffarda del tuo bacio
    sul mio viso.
    Anonimo
    Composta lunedì 4 dicembre 2006
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      L'Europa

      Posto riservato
      agli scarafaggi
      agli ebrei cristiani.

      Nella spazzatura
      ho covato le mie uova,
      sotto il cielo d'autunno

      festeggio il mio compleanno.
      C'è odore di arsenico
      -l'ho nascosto nelle mutande

      è un carrarmato nazista
      e io sono polacca.
      Sotto il cielo d'Europa

      libero il mio vascello,
      è questione di secondi
      prima dell'eccidio.

      Se d'amore mi uccido,
      ne amerà altre sette.
      Domani ho la libertà

      è la mia torta di compleanno;
      è un anello di cioccolato
      senza uranio, senza piombo.
      Anonimo
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        Alle nonne, autobiografia

        Solleva la gonna
        nemica maldestra e provvisoria,
        è la mia tela, sorridente e intima
        fanciulla di settant'anni.
        È un flacone di imbrogli,
        in saldo fino a giovedì,
        la provai a undici anni,
        la riproverò domani.

        In guardia signore,
        è una saponetta, assorbe tutto,
        come una pupilla,
        come un intoppo
        alla carenza di zuccheri.
        Per le olimpiadi ero piena di bagagli;
        senza marito, senza figli
        un sorriso vale l'altro.

        Volevo soltanto essere un nome
        un cielo con la targhetta.
        Tra naso e bocca c'è solo ruggine,
        calda urina di gatto.
        Ora mi accorgo del pianto delle cipolle,
        è un indiano scolpito nel legno di cedro.
        Palpita il suo intestino
        come salsiccia srotolata.

        Apri il cancello, è un velo di ferro.
        Zampa d'anguilla, poi tutto strilla.
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