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Mia madre

Ricordo quel giorno in cui sono partito,
solo adesso ho capito che là ti ho perduto.
Conto i giorni che ho passato senza di te
in questo paese che adesso vedo triste come me,
ti ho lasciato piangendo seduta in una sedia
senza pensare che stavo andando in una gabbia,
il tempo è passato senza pensare
che mi sarebbe piaciuto vederti invecchiare.
In questo passato avrei voluto starti più vicino
per farmi abbracciare, baciare, e tenerti la mano,
le stesse mani che quando ero bambino
dal freddo mi coprivano, e dalle malattie mi curavano.
Non esistono parole per raccontare la lontananza
di una mamma che vive con la stessa speranza.
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    Mamma

    Ciao Mamma,
    tu che mi guardi da lassù,
    tu che te ne sei andata via troppo presto,
    porgimi la mano.

    Dammi la serenità,
    la dolcezza,
    l'amore.

    Dimmi che non sono malevole come mi hanno descritto.

    Fai capire a lei che l'amore non ha catene,
    fai capire a lei che l'amore non può finire.

    Vorrei essere compreso,
    Vorrei amare ed essere amato,
    Vorrei riuscire nella mia vita,
    Ma non ho più la forza per proseguire.

    Cara mamma,
    tu che mi guardi da lassù,
    porgimi la mano,
    portami via con te.
    Composta martedì 15 giugno 2010
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      Morte, non sei
      che un'anima
      errante
      per infiniti campi
      desolati
      nella nulla eterna attesa
      che il tuo fuoco
      si ravvivi.

      Anima sola,
      pellegrina,
      calda di amore e di affetto
      che, freddo, brucia
      senza sosta
      nelle anime che non tocca;
      ed è un fuoco senza fiamma.

      Dolce,
      corrotta,
      bellezza in volo
      lentamente interrotta.
      Battito, istante eterno.
      Ospizio di sogni, di fumo
      irrealizzato;
      non si piega
      a te
      la spiga
      più fragile
      del mondo.

      E sei calore immenso.
      Composta sabato 4 giugno 2016
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        Scritta da: Livia Cassemiro

        Orme sulla sabbia

        Questa notte ho fatto un sogno,
        ho sognato che camminavo sulla sabbia
        accompagnato dal Signore,
        e sullo schermo della notte erano proiettati
        tutti i giorni della mia vita.

        Ho guardato indietro e ho visto che
        per ogni giorno della mia vita,
        apparivano orme sulla sabbia:
        una mia e una del Signore.

        Così sono andato avanti, finché
        tutti i miei giorni si esaurirono.
        Allora mi fermai guardando indietro,
        notando che in certi posti
        c'era solo un'orma...
        Questi posti coincidevano con i giorni
        più difficili della mia vita;
        i giorni di maggior angustia,
        maggiore paura e maggior dolore...

        Ho domandato allora:
        "Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
        in tutti i giorni della mia vita,
        ed io ho accettato di vivere con te,
        ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti
        peggiori della mia vita?"

        Ed il Signore rispose:
        "Figlio mio, Io ti amo e ti dissi che sarei stato
        con te durante tutta il tuo cammino
        e che non ti avrei lasciato solo
        neppure un attimo,
        e non ti ho lasciato...
        i giorni in cui tu hai visto solo un'orma
        sulla sabbia,
        sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".
        Composta mercoledì 16 settembre 2009
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          Scritta da: Bramante

          Valzer eterno

          Un attimo da sogno, fra i ricordi,
          corre a ritroso a un vecchio paradiso,
          rimbalza dal tuo cuore palpitante
          e ondeggia fra lo stomaco e la mente.

          Nella tua testa, eterni, dolci istanti,
          danzano un valzer di malinconia.
          Nella tua vita, ormai, ti son compagni,
          di algide sere che non hanno stelle.

          La pelle tua, vestita di speranza,
          vibra di nuovo di carezze antiche
          e senti ancora le sue labbra miele
          su quelle tue, che invece, san di sale!
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