Scritta da: Silvana Stremiz

Ricominciare il meglio di te

Se sei stanco e la strada ti sembra lunga,
se ti accorgi che hai sbagliato strada,
Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi, Ricomincia.

Se la vita ti sembra troppo assurda,
Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone
Non cercare di capire il perché, Ricomincia.

Se hai provato ad amare ed essere utile,
Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti,
Non lasciar là un impegno assolto a metà, Ricomincia.

Se gli altri ti guardano con rimprovero,
Se sono delusi di te, irritati,
Non ribellarti, non domandar loro nulla, Ricomincia.

Perché l'albero germoglia di nuovo dimenticando l'inverno,
Il ramo fiorisce senza domandare perché,
E l'uccello fa il suo nido senza pensare all'autunno,
Perché la vita è speranza e sempre ricomincia...
Anonimo
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    Scritta da: Jean-Paul Malfatti

    Does it Matter?

    My parents asked me if I am gay.
    I said, "Does it matter?"
    They said, "No, not really."
    I told them, "Yes."
    They said, "Get out of our lives."
    I guess it mattered.

    My boss asked me if I am gay.
    I said, "Does it matter?"
    My boss said, "No, not really."
    I said, "Yes."
    My boss said, "You're fired, QUEER."
    I guess it mattered.

    My friend asked me if I am gay.
    I said, "Does it matter?"
    My friend said, "No, not really."
    I told my friend, "Yes."
    My friend said, "Don't call me your friend."
    I guess it mattered.

    My love asked, "Do you love me?"
    I said, "Does it matter?"
    My love said, "Yes."
    I told my love, "I love you."
    My love said, "Let me hold you in my arms."
    Something matters.

    My God asked, "Do you love yourself?"
    I said, "Does it matter?"
    My God said, "Yes."
    I asked, "How can I love myself? I am gay."
    My God said, "That is the way I made you."
    Nothing again will ever matter.

    Ha importanza?

    I miei genitori mi hanno chiesto se sono gay.
    E ho detto, "Ha importanza?"
    Loro hanno risposto, "No, non molta".
    Io ho detto loro, "Sì, sono gay".
    Loro hanno risposto, "Stai fuori dalle nostre vite".
    Immagino che fosse importante.

    Il mio capo mi ha chiesto se sono gay.
    Io ho detto, "Ha importanza?"
    Lui mi ha risposto, "No, davvero".
    Io ho detto, "Sì, sono gay".
    Lui mi ha risposto, "Sei licenziato, frocio".
    Immagino che fosse importante.

    Un mio amico mi ha chiesto se sono gay.
    Gli ho detto, "Ha importanza?"
    Lui mi ha risposto, "No, davvero".
    Gli ho detto, "Sì, sono gay".
    Lui mi ha risposto, "Non considerarmi più tuo amico"
    Immagino che fosse importante.

    Il mio compagno mi ha chiesto, "Mi ami?"
    Gli ho detto "È importante?"
    Lui mi ha risposto, "Sì"
    Gli ho detto, "Ti amo".
    Lui ha risposto, "Fatti abbracciare".
    Qualcosa ha importanza.

    Il mio Dio mi ha chiesto, "Ami te stesso?"
    Gli ho detto, "Ha importanza?"
    Lui mi ha detto, "Sì"
    Gli ho chiesto, "Come posso amare me stesso? Sono gay."
    Lui mi ha detto, "È così che ti ho fatto".
    Ora nulla avrà più importanza.
    Anonimo
    Composta venerdì 13 aprile 2012
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      Scritta da: Daduncolo

      Sento le sirene

      Sento le sirene di
      tanto in tanto,
      recluso in profondo
      rifugio segreto,
      trascorro la gran
      parte dei miei giorni,
      la luce di una candela
      e qualche buon libro
      ammazzano il tempo
      infinito.

      Una radio trasmette
      notizie mentre lo
      sguardo segue le
      mie orme nella
      stanza buia.

      Il riflesso sullo
      specchio, il tocco
      delle campane di città,
      una pena infinita
      e una speranza lontana
      anni luce.

      Sento le sirene di
      tanto in tanto, la paura
      cresce nei miei occhi,
      l'intenso suono arresta
      il mio respiro, il
      marciare interrotto dei
      soldati verdi nelle strade
      è un continuo precipitare
      nel vuoto.

      Non mi resta che pregare,
      lo faccio di tanto in tanto,
      quando non riesco a
      svegliarmi da un brutto
      sogno.

      Sento le sirene di
      tanto in tanto,
      come di tanto in
      tanto osservo la
      stella di David
      sul mio braccio.

      Piango nel silenzio,
      il ricordo di mia moglie
      uccisa nel grigiore dei
      miei occhi, sale la
      rabbia al cielo, tento
      di trovare un po' di
      giustizia, inseguo
      invano quel desiderio
      fiorito nel cuore, il
      nostro sogno di famiglia
      è divenuta una lontana
      stella nel cielo.

      Sento le sirene di
      tanto in tanto, l'aria
      è infetta da rancore
      e noi esule anime
      costrette a fuggire
      per continuare a
      vivere nella terra
      del genocidio, abbiamo
      mollato, il coraggio
      ci è mancato.

      Sento il mio destino
      marciare nel campo
      della morte, sento
      il vento soffiare
      così forte, che
      penso d'esser
      divenuto già
      polvere.
      Anonimo
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