Questo sito contribuisce alla audience di

Scritta da: Dora
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: - Signore,
mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte.
Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso.
Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po',
ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca.
Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: -
Hai appena visto l'Inferno. Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici.
Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio: - Non capisco! - è semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità.
Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri, mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
Vota la poesia: Commenta
    E so già,
    che io dimenticherò,
    i tuoi occhi azzurri
    che mi ricordano
    quel bacio nel mare
    le bocche salate
    e io
    io cheke ero li in braccio a te
    come in trappola dal mare
    e da un sogno che compare
    e dimenticherò
    i tuoi capelli
    di quel biondo bagnato
    non ho capito ancora
    non ho capito come fai a volermi tu
    tu cosi perfetto
    cosi amato da tutte
    cosi odiato da tutti
    tu tu
    che non riesco ad amare
    per paura di dimenticare
    per paura dell'amore
    troppo forte troppo assurdo
    per paura di sapere
    di notare i tuoi difetti
    ma di essere acciecata dall'amore
    cosi grande per te
    così oscuro per me
    per paura dell'amore di quello
    vero io
    non ti amo
    io non ti voglio amare mai
    lo sai lo so
    che tu credi di amarmi
    ma so anche che tra un po crederai che sia stata un illusione
    troppo grande troppo vera
    troppo per noi
    noi che non siamo un noi
    noi che voliamo solo
    poter dire di avere amato
    quando in realtà
    pure io so
    che sara solo un illusione
    vera e specifica di amore
    e allora non mi amare mai
    non confondermi ma non mi dimenticare
    almeno fingi di ricordare
    e non mi lasciare mai
    perche non voglio essere sola
    io voglio che tu sia qui per darmi l'ultimo bacio
    l'ultima falsa speranza di amore
    ultima falsa
    amore mio.
    Vota la poesia: Commenta