Scritta da: Andrea Manfrè
Mentre il sole si eclissa
in questo attimo vuoto
socchiudo lentamente gli occhi
e ascolto in silenzio
il tonfo sordo del mio cuore.
È rumore di nulla,
rumore di assenza,
un battito lento
che accompagna i miei giorni,
un suono metallico
che stride sull'anima
come unghie graffianti
laccate di rosso.
Ho creduto di averti,
mi sono illusa di amarti,
per lunghi giorni ho stretto la tua mano,
credendo ci fossi anche tu
ma ero sola in un deserto metropolitano,
abbandonata nella folla infinita
composta da noi due
e dai nostri fantasmi.
Ho dovuto gridare per sentire la mia voce
nel frastuono dei miei pensieri
non capivo più nulla,
ti vedevo lontano, flebile e curvo
i tuoi occhi distanti
mi vedevano senza guardarmi
Ti ho lasciato una sera
mentre gli occhi si chiudevano
per la troppa stanchezza
ho voltato l'angolo
in cerca della solitudine
a cui mi avevi abituata,
ed ho trovato me stessa,
stanca e affannata
ma ancora capace di scegliere.
Il tempo è passato lento
giri infiniti di lancette
a scandire il ricordo
del nostro amore inventato
per trovare la pace
e la quiete
e tornare ad ascoltare
il battito di un cuore spezzato.
Apro piano i miei occhi,
dopo tanto buio
questa luce mi abbaglia
mi impongo di farlo,
io voglio vedere
questo oggi appena nato
e un nuovo domani
dove saprò ricordarti.
Anonimo
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Edoardo Grimoldi
    Il tuo Cristo è ebreo
    e la tua democrazia è greca.
    La tua scrittura è latina
    e i tuoi numeri sono arabi.
    La tua auto è giapponese
    e il tuo caffè è brasiliano.
    Il tuo orologio è svizzero
    e il tuo walkman è coreano.
    La tua pizza è italiana
    e la tua camicia hawaiana.
    Le tue vacanze sono turche,
    tunisine o marocchine.
    Cittadino del mondo,
    non rimproverare al tuo vicino
    di essere straniero.
    Anonimo
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Nastjia

      Notte Infinita

      Ho parlato con te,
      notte,
      di quel buio che t'avvolge
      e in cui tutto scompare.
      Ho parlato di te,
      notte,
      di quella paura che rimane
      e che non se ne vuole più andare.
      Ho parlato contro di te,
      notte,
      nel dolore
      di un mattino senza sole,
      ho maledetto la tua follia.
      Ti ho abbracciato sfinita,
      notte,
      e nel silenzio disperato
      di un pianto senza fine
      mi hai mostrato
      una nuova via...
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta
        Questo sito contribuisce alla audience di