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Poesie di Anna Marinelli


poesia postata da: annysea, in Poesie (Poesie personali)

Se avessi un paio di ali

Se avessi un paio d'ali le vorrei forti, possenti,
capaci di sopportare
le fatiche di una trasvolata....
Volerei in cerca di terre e di luoghi immateriali
dove non vige la dittatura del tempo.
Raccoglierei le stelle con la pertica del solo pensiero
arriverei a toccare la linea di discrimine
dell'inarrivabile orizzonte.
Mi trastullerei sui crinali delle onde più altezzose.
Planerei in picchiata a mescolarmi con un mare di delfini...

Vorrei essere angelo e gabbiano,
Piume bianche indosserei, avrei nell'armadio una sola livrea,
una impalpabile di spirito e seta
una di piuma e sale,
quello che si raccoglie nelle vigne del mare.
-- Anna Marinelli (scheda)
Composta
martedì 10 gennaio 2012
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poesia postata da: annysea, in Poesie (Poesie personali)

L’uomo degli aquiloni

L'uomo che imitava gli aquiloni
aveva braccia grandi di sequoia.
Si misurava in gioco, ogni giorno, verso sera
con gli uccelli migratori.
Attraversava nubi di brina
E si bagnava le piume dell'anima
Con le gocce cadute dagli arcobaleni sbiaditi
Si dava appuntamento nel bosco delle betulle
Ad imitare il rosso del fogliame.
Scricchiolava la sua anima
come ramo spezzato
che ardeva di gemme inesplose
Contava quanti passi lo separavano
Dallo sguardo delle sue amate ninfe.
L'uomo che imitava gli aquiloni
Non aveva un nome proprio,
si chiamava da solo con un nome nuovo
ogni primavera.
Quando s'innalzava troppo in alto
Soffriva di vertigini
Sognava di vedere cose nuove,
cose che sulla terra non esistono,
Cose che destavano di stupore alle sue stesse pupille,
socchiudeva le palpebre e vedeva paradisi di braccia tese.
Braccia come ramaglie di querce ed ulivi
Braccia come grovigli di nasse

Come reti che sognano mari aperti e pescosi.
Braccia come baci che ti stringono.
Braccia come catene che ti legano,
braccia come passaporti aperte alle frontiere dell'amore,
braccia come lasciapassare in un mondo di accoglienza.
L'uomo che imitava gli aquiloni si assentava spesso,
metteva il cartello "closed" e spariva per mesi interi.
Era naufrago su rive azzurre e piane.
Era seduto sotto palmeti di quiete.
L'uomo non ricordava mai il suo nome,
se glielo chiedevi ci doveva pensare su qualche momento,
poi scrollandosi le ali coperte di brina
ti fissava dritto negli occhi e ti diceva un nome,
uno di un altro, un altro e non il suo.
L'uomo che imitava gli aquiloni era un mistero persino a se stesso,
non aveva nome, né carta d'identità, ne domicilio, né dimora,
né cane, né donna, né amori.
L'uomo che imitava gli aquiloni abita nel mio sogno ricorrente.
Io lo chiamo con un nome misterioso
Il suo nome è quello di un principe, un principe folle,
di nome Wolfang.
-- Anna Marinelli (scheda)
Dedica:
All'uomo degli aquiloni. Wolfang
nome e personaggio immaginario.

poesia postata da: annysea, in Poesie (Poesie personali)

L'ultima canzone

Mi rincorre l'ombra del Tempo
e mi proietta viali di gattici
sotto una coltre di silenzio.

- Ma non ho scritto ancora
l'ultima canzone,
sul dondolo della luna
pende l'ultimo verso –

Mi attanaglia l'ansia del domani
quando, spento il video del giorno,
rincorrerò aquiloni sfuggitimi di mano.

- Ma non ho scritto ancora
l'ultima canzone,
sul labbro tumido d'innocenza
intingo pennini prosciugati –

Nel giardino d'inverno c'è del filo spinato....
Chi coglierà la rosa ch'è sul ramo più alto?
Solo un passero amico me la chiede in sposa.

- Ma non ho scritto ancora
l'ultima canzone
in un labirinto di parole
il mio verso rimane prigioniero –

Il mio pendolo antico
mi scandisce ultimatum.

"Ho deciso, svendo tutto.
Chi vuol cantare girotondi
con le rime delle mie poesie?"

- Avrò scritto per i bimbi
la mia ultima canzone -.
-- Anna Marinelli (scheda)

poesia postata da: annysea, in Poesie (Poesie personali)

Arcobaleni

Le lacrime
talvolta
rifrangono
la luce
in mille
piccoli
arcobaleni.
-- Anna Marinelli (scheda)

poesia postata da: annysea, in Poesie (Poesie personali)

Presenza o delirio?

Un lento fluire
di luce
convoglia l'attesa
sul selciato.

Si posa
sui petali caduchi,
sulle foglie.

Nell'aria si avverte
presenza indefinibile,
tra un volo basso
di gazze
ai bordi dei tratturi.

Tutto è rimasto
inalterato.
Smemora il ricordo
su una vetta aguzza
di tiglio.

Presenza o delirio?
La tua voce
nella quiete
smuove l'aria.
-- Anna Marinelli (scheda)
Composta
giovedì 7 giugno 1990

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