Scritta da: Anna De Santis

Laureen 14 novembre 2008.

Mi guardavi, con gli occhi stanchi,
chiedendo aiuto,
a malapena riuscivi a camminare
e ti meravigliavano i tuoi larghi fianchi.
Una sensazione per te sconosciuta,
che non potevi contenere,
e cosa doveva accadere mi chiedevi muta.
Una mattina ti trovai sdraiata,
sopra i cuscini che ti avevo preparato,
finalmente avresti capito,
che quel fastidio che avevi in grembo,
premendo sarebbe uscito.
Un lamento, poi più niente,
l'istinto è più forte e poi l'amore,
tutto da sola hai fatto, mentre ti stavo a guardare,
ti accarezzavo per farti sentire che c'ero,
pronta ad aiutarti nel tuo sogno vero,
7 meravigliosi cagnolini,
che gemevano come dei bambini.
Non ti sei allontanata nemmeno per un momento,
assaporando con orgoglio e soddisfazione,
quello che t'era parso così strano,
forte batteva il tuo cuore,
mentre continuavo ad accarezzarti con la mia mano.
Anna De Santis
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    Scritta da: Anna De Santis

    Non è giusto

    Avevo dedicato quello che non era giusto,
    a te,
    che non hai mai capito,
    e carezzavo un sogno, ormai finito.
    Mai ho voluto credere,
    a quelli che di te sparlavano,
    preferivo non sapere,
    l'amore purtroppo chiude gli occhi,
    e dà retta solo al cuore,
    ma adesso non credo più alle favole,
    sono cresciuta e non sogno più,
    sì, ho fatto un grande errore,
    mi è tornata la voglia di volermi bene,
    di dare a chi lo merita,
    e sai bene che non è giusto
    concedersi allo stesso,
    che ti uccide umiliandoti.
    Anna De Santis
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      Scritta da: Anna De Santis

      Qual è il tuo nome?

      Più volte i suoi segnali,
      sempre più espliciti,
      per una volta lo voglio fare,
      tanto non lo saprà nessuno, che c'è di male
      si trovò tra le braccia, mentre pensava,
      di un uomo che a malapena conosceva.
      Scoprì tutto un mondo,
      nello stesso giorno,
      forse qualcosa non andava,
      nella sua vita quel brivido, mancava.
      Tornò a casa appagata,
      più volte aveva provato
      a dare un taglio al suo passato
      e così quel peccato su per quelle scale,
      tutto sommato non era stato poi male.
      La prossima volta chiederò almeno il suo nome,
      non mi dispiacerebbe doverlo di nuovo incontrare.
      Da quel giorno và su e giù per le scale,
      con la speranza di vederlo tornare.
      Anna De Santis
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        Scritta da: Anna De Santis

        Avrei rinunciato

        Per te, che ami vivere sognando,
        avrei rinunciato al mio mondo,
        dormito in un letto di foglie,
        mi sarei fatta cullare dalla brezza del vento,
        avrei coperto il viso con terra e fango,
        rotolando nel gelido ruscello.
        Con te in una casa in mezzo al bosco,
        cose che non conosco,
        a piedi nudi, correre nei prati,
        sarei impazzita per la decisione,
        di lasciare tutto e andare via,
        si con te che sei la mia passione,
        non mi sarei pentita,
        son cresciuta e diventata donna
        sicura in ogni mia decisione.
        Tu sei l'uomo che ho sempre sognato
        e non mi ha mai deluso,
        l'uomo che ancora porto nel mio cuore,
        unico e splendido amore.
        Anna De Santis
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          Scritta da: Anna De Santis

          Le scarpe strette

          C'era na vorta un tipo morto strano,
          annava a spasso tutto sbilenco,
          con na bisaccia e n'ombrella in mano.
          Tutto dolorante, piano camminava,
          e spesso se fermava pe la via,
          la gente lo vedeva e na monetina jè dava,
          perché porello grande pena faceva.
          A tutti sorrideva, ma se vedeva che nun ce la faceva.
          Un giorno da sopra un barcone,
          na signora se affaccia e lo chiama,
          viè qua che te riposi, te lavi e magni,
          sempre quarcosa ce quadagni,
          viè su che con un ber vestito
          e n'antro paro de scarpe te ce cagni.
          Mia cara signora, disse er poverello,
          le scarpe mie so la mia consolazione,
          so strette e vecchie e me fanno soffrì,
          ma quanno che me le levo a sera,
          visto che nun c'è pe me nessuna considerazione,
          posso anch'io tirà un sospiro de sollievo...
          e pur'io me prendo er mio momento de soddisfazione.
          Anna De Santis
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