Scritta da: Anna De Santis

Ed ora sono così

Ed ora sono così
Un piccolo scricciolo, nato tra i vermi,
già lì, mi hanno dovuto pregare per uscire,
e girare col forcipe per potermi salvare.
Ho sempre strillato tanto per farmi sentire,
non dormivo che per qualche ora,
la mia mamma ha rischiato d'impazzire.
Son cresciuta, mica tanto, ora troppo,
mi chiamavano torda, come un uccellino,
non mangiavo e spesso mi ammalavo.
Avevo già due anni quando nacque un bel bambino,
paffuto e carino mi han detto: è il fratellino.
Quel giorno cominciarono i guai,
per la gelosia non mangiavo mai,
le manie omicide erano latenti,
per quell'esserino che non aveva denti.
Han pensato bene di farmi curare,
ed ero più che convinta che per me
in quella casa non c'era più posto né amore,
ed in un collegio son dovuta andare.
Il tempo, le cadute, le lacrime, la solitudine
ma anche le amorevoli cure delle mie suore
mi hanno forgiato il carattere ed il cuore
son cresciuta indipendente forte e sicura
perché nell'insegnarmi avevano posto molta cura.
Non basterà una vita per ringraziare,
tutte le persone che parte di loro mi hanno donato
per continuare la mia vita così come sono
per vivere e amare.
Anna De Santis
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Anna De Santis

    Notte di vento

    Forte un'anta della mia finestra,
    sbatteva contro il muro,
    già mi ero addormentata,
    mi sono alzata e fuori... la tempesta.
    Notte di vento, di spavento, una preghiera mormoravo,
    affinché quel disastro fosse cessato.
    Degli alberi sbattuti, sentivo la voce,
    di mille anime sentivo una prece,
    paura di dormire, sotto quel cielo
    senza una stella e senza luce.
    La fiamma della candela accesa sul mio comodino,
    creava strani disegni sul muro,
    da lontano il pianto di un bambino...
    Fantasmi affollavano la stanza,
    mentre dai vetri in lontananza
    vedevo figure strane, illuminate dai fari
    di qualche macchina in corsa.
    Erano forse i miei pensieri,
    che avevo in quel momento,
    con la paura di quel forte vento.
    Stanca di quella notte insonne
    mi ritrovai a dormire sopra il mio divano,
    tutto era finito e quel tormento,
    in un momento passò.
    Guardai dalla finestra,
    sopra il finimondo... l'arcobaleno.
    Anna De Santis
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Anna De Santis

      La forza della musica

      La forza della musica
      Note che scorrono su un pianoforte, dolcemente,
      arie piacevolmente ascoltate,
      che vi rifate al canto degli uccelli,
      ai rumori festosi della natura,
      a quella foglia che piano, piano, si posa.
      Una lacrima che lievemente scende,
      un fuoco che arde lucente,
      una neve sottile,
      una pioggia scrosciante,
      il lamento triste di un amante,
      il mare in tempesta e la roccia che urla,
      il gabbiano che strilla, una barca che và.
      Tante note cantate,
      tante dimenticate, per fretta
      la nostra anima ha voglia di sentire
      tutto quello che fa bene al cuore.
      Ed il grano in giugno mosso dal vento,
      le cicale con il loro canto,
      le formiche laboriose,
      quelle rondini che volano festose.
      L'acqua che fresca zampilla
      e scivola furtiva, goccia a goccia
      ed al primo sole brilla.
      Tutto nella natura è musica, che fa sognare,
      basta saper ascoltare.
      Anna De Santis
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Anna De Santis

        Il piacere

        Il piacere
        Mai vicini amore,
        guardami, siamo di fronte,
        sfiora il tuo corpo come fosse il mio,
        cerca di pensare a come mi pensi,
        a quello che penso io.
        Quello che voglio è sapere e vedere,
        stando lontani, le tue mani
        che vedo scorrere dove mi chiami,
        dove mi ami,
        dove grida il piacere,
        dove il gioco è godere.
        I tuoi respiri e l'ansimare,
        senza sfiorarci, senza parlare
        la luce sola delle candele,
        siamo noi in quattro e sopra quel muro,
        le nostre ombre sembrano vere.
        Questo gioco dolcemente ci trova abbracciati,
        finalmente vicini, addormentati,
        piacevolmente sfiniti.
        Anna De Santis
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Anna De Santis

          La gatta

          Le mie sette vite
          danno fastidio a chi tira calci al mio cuore,
          mi cacciano e ritorno, nonostante tutto, mite,
          riesco a dimenticare in fretta
          chi male mi tratta.
          Forse sarà che prendo tutto alla leggera,
          ma quando cado non mi faccio male,
          mi alzo e continuo a camminare
          pensando che ogni storia non sia vera.
          Mi acquatto, poi studio le mosse,
          poi con le unghie ghermisco la preda,
          la sento guaire, la guardo morire
          ma quando ho finito, pulisco le zampe
          e la lascio finire.
          Nessuno mi prende, mi tiene al guinzaglio,
          con gli occhi inseguo il bersaglio,
          mi piace, mi alletta rischiare
          e di nuovo torno a provare
          se un altro mi fa più piacere.
          La mia vita la passo sui tetti e sto a guardare
          ma godo nel farmi accarezzare,
          mio piacere è sdraiarmi su morbidi letti.
          Non provate a fermarmi, potrei graffiare.
          Anna De Santis
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di