Scritta da: Anna De Santis

La carezza.

Non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato,
e carezzavo il grembo,
il seno mi scoppiava, l'avrei allattato,
e stretto al mio cuore.
Ancora non mi rendevo conto,
del miracolo che mi portavo dentro,
ora scalciava, si muoveva e si addormentava.
Parlavo sola, sapevo che mi ascoltava,
gli raccontavo favole, sicuro mi seguiva,
il desiderio era forte e non si conteneva,
senza strillare mi premeva.
Ecco che la vita dà la vita,
il mio amore usciva
guardavo le sue mani, i suoi piedini era perfetto
volevo gridare tutta la mia gioia,
ma mi addormentai.
Mi ritrovai che attaccato al mio seno,
nei suoi occhi, accarezzava un sogno,
quello che avevo avuto guardandolo,
quello che gli ho promesso crescendolo.
Anna De Santis
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Anna De Santis

    Il segreto

    Un amico sincero, riservato davvero,
    un sorriso, una carezza, mi chiedevi solo dolcezza.
    Mai una parola fuori posto,
    sempre oltremodo gentile,
    nessuno riusciva a capire, il tuo modo di fare.
    Eravamo soli in quella stanza,
    la tua bocca si trovò su quella mia,
    volevi forse provare, solo con me lo potevi fare,
    d'un tratto mi hai abbracciato
    e stringendo forte la mia mano...
    Anna, ti devo confessare,
    ho un segreto grande che mi preme dentro,
    io volevo con te, solo con te speravo
    ma è più forte di me, non ci riesco,
    non ridere, non lo potrei sopportare.
    Accorgersi di essere diverso,
    sforzarsi di sembrar normale e dentro ci stai male,
    ma tu mi hai sempre amato, forse capirai
    con te il mio segreto vivrà fino alla morte.
    Ho stretto la sua mano, l'ho abbracciato.
    Niente può cambiare quello che provo per te,
    amico mio, ora sei libero, sei più forte.
    Anna De Santis
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Anna De Santis

      Una fiera in gabbia

      Cosa sono tutte queste sbarre,
      fatte di gelosia, di possessione, di ignoranza,
      a cosa serve tenermi per forza legata,
      la tua è diventata un'ossessione,
      quando capirai che ci sto stretta in questa stanza.
      È inutile, non puoi negarmi di pensare,
      se è così, con te non voglio più restare,
      in questa prigione senza l'aria per poter respirare,
      non ci voglio stare.
      Io belva, ancora famelica
      non addomesticata, faccio finta di stare calma
      e sto a guardare, per non farmi frustare.
      Quando potrò aprirmi un varco fuggirò,
      provami a fermare ....
      Inutilmente mi cercherai,
      preferisco nascondermi e morire
      piuttosto che star qui a guaire
      sperando tu capisca col tempo,
      che questo non è amore.
      La belva si può domare,
      non con la frusta ma col cuore,
      ogni volta che ti avvicini, rischi di farti sbranare.
      Anna De Santis
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Anna De Santis

        La mia palma

        La mia casa era circondata da un giardino,
        dove la nonna piantava fiori,
        la gente dei palazzi intorno, si affacciava fuori,
        un po' gelosa, godendo del nostro angolino.
        Una palma al centro, alta e fiera cresceva,
        con la sua folta chioma tanta ombra faceva.
        La nonna sotto aveva messo un tavolino
        lì raccontavamo favole,
        era proprio bello il nostro giardino.
        Su una foglia della palma
        aveva il nido un timido uccellino
        e la mattina si sentiva cantare.
        Un giorno tutta quella gente protestò
        per la chioma dell'albero che a dismisura cresceva,
        la palma per dispetto, fecero tagliare.
        Io disperata la vedevo cadere
        e tra le sue foglie volevo morire...
        Raccolsi il nido del povero uccellino,
        lo posi dentro una gabbia d'oro,
        ma come potevano vincere loro,
        più ci pensavo e più mi arrabbiavo.
        La mia infanzia mi han tolto,
        un pezzo del mio cuore, con l'albero divelto,
        con me cresceva e dalla mia finestra,
        sentivo che cantava l'uccellino.
        Quei maledetti...
        Li avrei seppelliti tutti sotto il mio giardino.
        Anna De Santis
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Anna De Santis

          Sole d'inverno

          Piove, guardo dalla mia finestra,
          un uccellino infreddolito si posa sul davanzale,
          ha fame e sta male.
          Grondano d'acqua monconi d'alberi
          che il vento ha distrutto,
          il cielo è chiuso, e lì finisce tutto.
          Freddo nella mia stanza,
          danzano i miei pensieri,
          ombre sul soffitto, colori strani e luci,
          e mi rimandano indietro in un mondo irreale
          ancora sento le voci....
          Quando ero bambina, avevo paura,
          tutto quel vento, quell'acqua,
          un tuono, un lampo che squarciava la sera,
          sui muri i miei incubi, ancora disegnati.
          D'un tratto dai vetri brillano lacrime di pioggia,
          ed un raggio di sole apre tra le nuvole un varco,
          proprio in questa stanza, piena di ricordi,
          s'accende di nuovo la speranza,
          ora sono grande, non ho più paura,
          i fantasmi del passato mi hanno abbandonato,
          vorrei venire fuori, ma ancora è tutto bagnato.
          Quell'uccellino che si era posato
          con il sole si è asciugato,
          ha mangiato le mie briciole ed è volato.
          Anna De Santis
          Vota la poesia: Commenta
            Questo sito contribuisce alla audience di