Scritta da: Anna De Santis

Du regazzini

Ar barcone tutto infiorato,
li panni la mattina spannevo,
m'affacciavo, e Roma guardavo.
Er core me se apriva,
cor sole tutto bello me sembrava,
la mattina c'era n'aria ponentina,
te faceva da svejà,
come er caffè preso a prima mattina.
Pe strada passava tanta gente,
nun la conoscevi, ma la salutavi,
come se fosse niente.
Du regazzini, passavano sempre,
sotto ar mio barcone,
li guardavo baciasse, sotto quer portone,
se stringevano, co quanta tenerezza,
proprio du pupi, lei ancora co la trezza.
Se nasconnevano, pe nun se fa vede,
poi un giorno non l'ho visti più.
Ho pensato che s'erano lasciati,
che mo passeggiaveno più giù,
lungo er Tevere forse, ma na notizia me sconvolse,
du regazzini ancora abbracciati,
dall'acque der fiume so affiorati,
nun se sa come se so annegati.
Forse n'amore contrastato, mor'ammazzato,
me so sentita così male
che nun me so più affacciata a quer barcone,
nei vasi de fiori tutto m'è seccato,
so rimasta stravolta da sta brutta questione.
Anna De Santis
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    Scritta da: Anna De Santis

    Come farai

    Le tue mani sul suo corpo,
    con quale coraggio,
    penserai a me
    la chiamerai amore per non sbagliare
    e quante bugie le racconterai,
    dirgli ti amo come farai.
    Sono anni ormai
    che le mie mani sono su di te stampate,
    anche le mie unghie in fondo penetrate,
    nessuno sa delle nostre nottate,
    i tuoi caldi baci,
    i tuoi lunghi silenzi dopo l'amore...
    per ore mi tenevi stretta al cuore.
    Quando mi tempesti di telefonate,
    quando sei geloso del mio tempo, perché mi vuoi,
    padrone delle mie giornate,
    ma spesso non ci sei.
    Hai scelto senza poter pensare,
    ora ti aspetterò, guardando quella foglia,
    avrai tempo fin quando cadrà,
    finché di te, resiste la mia voglia.
    Ma quell'albero che ho scelto è sempre verde,
    non perderà mai le sue foglie,
    anch'io mi sono illusa di poterti dare un tempo,
    ma dalla mia finestra le stagioni passano lente,
    aspettandoti.
    Anna De Santis
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      Scritta da: Anna De Santis

      La stazione

      Scivola piano, sulle rotaie,
      hai tempo ancora per stringergli la mano...
      se ne è andato, con le sue bugie,
      lasciando qui le mie.
      Quante storie porta via quel treno,
      prende velocità e non puoi seguirlo,
      i ricordi vedo passare
      e con lo sguardo fisso rimani a pensare,
      fino a che scompare.
      Dove và nella sua corsa,
      porta via un addio,
      qualche lacrima, un sospiro,
      qualcuno partirà per sempre,
      qualcuno tornerà.
      Hai lasciato qui la tua valigia,
      un pacco che poi va spedito,
      per me è stato un invito,
      ma non voglio forzare
      quello che non sente più il cuore.
      Lentamente, finisce qui la nostra storia,
      come và quel treno, sulle rotaie di una memoria,
      che diventa un film accelerato,
      sei partito, e ti ho già scordato.
      Anna De Santis
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        Scritta da: Anna De Santis

        La mia anima

        Sicuramente, quando mi lascerà,
        si perderà in un campo di papaveri,
        tra il grano maturo,
        il vento lontano la porterà,
        andrà in cerca di un cuore puro,
        quello di un bambino
        con il naso in su che piange per un palloncino.
        L'ultimo suo desiderio esprimerà,
        si adagerà sulle onde del mare,
        prima di salire a te, si farà cullare,
        Salirà dove dicono è luce,
        ma prima vorrà dare un ultimo bacio
        a quelli che mi hanno amato,
        a quelli che non ho mai dimenticato,
        e non finirà mai di ringraziare
        per tutto il donato.
        Tu, misericordioso, perdona qualche peccato,
        l'ho fatto perché ho amato,
        non dovevi farmi desiderare,
        non dovevi darmi un cuore,
        perdonami, altro non ho da confessare,
        la mia anima pura ti riconsegnerò.
        Mi hai sempre detto:
        "Ama il tuo prossimo come te stesso"
        Ed io l'ho fatto.
        Anna De Santis
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          Scritta da: Anna De Santis

          La banda

          Aspettavo con ansia la festa del patrono,
          per seguire la banda,
          faceva un gran casino.
          Una banda scalcinata,
          con qualche nota stonata,
          per la via di buon mattino,
          precedeva l'uscita del baldacchino.
          I bambini, che gran festa,
          tutti alla finestra,
          e palloncini, dolci e gente pia,
          c'era di tutto in mezzo a quella via.
          Ecco che dalla chiesa esce la Madonna col Bambino,
          la banda fa un minuto di silenzio,
          poi la processione inizia
          ed è di nuovo un gran casino.
          La banda, le preghiere, le grida dei bambini,
          qualcuno piange, qualcuno impreca,
          quanti fiori buttati da ogni finestra,
          al passaggio della Madonnina.
          Finita la processione,
          ognuno piano piano, andava via
          si sentiva ancora cantar la litania,
          ma io mi ricordo la banda, ero bambina,
          quella si, che per me faceva festa.
          Anna De Santis
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