Scritta da: Anna De Santis

Vi consegnerò la mia vita

Vi consegno nelle mie poesie,
tutta la mia vita,
amori, segreti e dolori,
da ricercare nelle mie parole,
per chi ancora non mi ha capita.
Vecchi rancori, offese ed onori,
amici rimasti, amici ormai andati,
con tante promesse, pochi risultati.
Un fiore dato, un sogno mancato,
una mano che non ho stretto,
una scusa che non ho fatto,
eppure tanto ho offerto, con tanto amore,
l'anima mia ha sofferto.
Vorrei comunque ringraziare la mia buona sorte,
perché ogni mio desiderio si è avverato,
tutti quelli che mi hanno insegnato a vivere,
e a non aver paura del peccato,
a pensare sempre positivo,
quando ancora il mondo io non conoscevo.
Ora che son grande, guardo la mia vita,
sono contenta di come l'ho vissuta,
tutto rifarei, e le cose lasciate a metà,
vorrei portarle a termine se il Signore mi dà questa possibilità.
Anna De Santis
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    Scritta da: Anna De Santis

    Non odiarmi

    Capisco la mia colpa,
    è stata una follia,
    non posso fingere,
    ma liberare il cuore,
    devo lasciarlo andare dove vuole.
    In questo momento,
    capisco il tuo tormento,
    ma non mi devi odiare.
    Dentro me resterai,
    non scordarlo mai,
    sei stato un grande amore,
    poi quello che c'è stato,
    e perché è finito
    non so spiegartelo.
    Non portarmi rancore,
    anch'io ho un gran dolore
    ma non potevo fingere,
    voglio provare e poi
    se ancora lo vorrai...
    Non so se durerà
    ma sono pronta sai, io non mi illudo mai,
    ma quello che ho nel cuore,
    devo lasciarlo andare, fammi provare...
    non costringermi in una bugia, non mi devi odiare.
    Anna De Santis
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      Scritta da: Anna De Santis

      Ormai non ci sei più

      Non mi son resa conto,
      che ormai non ci sei più,
      guardo il letto disfatto,
      una lacrima vien giù.
      Da quando sei partito
      più niente sai ho toccato
      sicuro che ho sbagliato
      ma giuro che ti ho amato,
      forse a modo mio.
      Mi rimetto in gioco,
      mi rifaccio il trucco,
      sì ci vuole poco, su ferite stucco,
      con la faccia nuova
      e rimessa in sesto
      stasera ci riprovo
      e farò poi presto
      con un nuovo amore,
      senza farmi illusioni
      proverò nuove sensazioni.
      Ma cosa sto a pensare ormai non ci sei più.
      Torno delusa a casa con l'amaro in bocca,
      metto a posto ogni cosa,
      il letto non si tocca,
      è come l'hai lasciato,
      sto diventando pazza e cerco il tuo profumo,
      adesso sono sola,
      perché non torni più...
      Anna De Santis
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        Scritta da: Anna De Santis

        Er collegio

        Me ricordo ancora l'anni belli,
        quanno piccolina scavalcavo i cancelli,
        quanno c'era da scappà, corevo,
        ero un maschiaccio e nun, me coreggevo.
        Avoja a famme mancà li dorci,
        me li annavo a fregà come li sorci.
        Ne ho combinate de marachelle
        ho messo in croce le mie monachelle.
        Un giorno stavo nella chiesa inginocchiata,
        dove le monache ce passano la vita,
        me so fissata sopra l'ostia consacrata,
        perché a me nun me l'hanno mai data?
        Quanno ch'è finita la funzione,
        me so nascosta dietro ad un bancone
        e quatta quatta me so fregata L'Ostia.
        L'indomani, ar momento della consacrazione,
        annavano tutti cercanno quella bestia.
        Sarà sicuramente un sorcio o che mai sarà,
        senza sapè che ancora me la stavo a magnà,
        ma giuro, nun capivo niente a quella età.
        Presto m'hanno scoperto e pe punizione,
        m'hanno fatto fa la prima comunione.
        Anna De Santis
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          Scritta da: Anna De Santis

          Luna park

          Non lasciar la mia mano, la mia mamma diceva
          ti porto in un posto incantato.
          Mi rivedo bambina,
          una favola, tra luci e colori,
          non volevo svegliarmi da quel sogno,
          col naso spiaccicato su dolci in vetrina.
          Ed ora eccomi quà,
          non è così che doveva andare
          ma la vita è tutta un'altra cosa.
          La rabbia ti prende nel ricordare,
          che la sua mano hai dovuto lasciare,
          ti rendi conto che è andato tutto diversamente
          e tutte quelle favole che ti raccontava,
          sapevano di niente.
          Hai avuto pochi attimi per distrarti,
          vorresti essere ancora al Luna Park,
          su quella giostra che girava, che girava vorticosamente
          e non ti dava tempo di pensare.
          Ora sei grande, devi scendere,
          ma non riesci a camminare,
          e cadi e piangi, cerchi ancora la sua mano,
          e di nuovo su quella giostra vorresti tornare,
          per dimenticare.
          Forse l'uomo dei palloni ti può salvare
          ed allora ne chiedi uno,
          per poter volare in cielo e non tornare.
          Anna De Santis
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