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Scritta da: Anna De Santis

Un amore rubato

Quanto poco è durato
questo amore rubato,
ero un ombra e seguivo la tua.
Incrociavo il tuo sguardo
e sentivo il bisogno che avevi.
Un continuo star male o star bene
con o senza di te.
Come un puzzle inserivi il tassello,
il tuo tempo era quello
ero l'altra che appagava il tuo orgoglio.
Ti avrei chiesto di più,
ma passione pian piano e svanita,
ora son la tua ombra
che elemosina amore da te,
che ormai ti fai negare.
Quanto poco l'orgoglio che ho avuto,
ora sono pentita e umiliata.
Quanto tempo ho sprecato
in questo amore rubato,
non potrò cancellarti...
svanirò come un'ombra.
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    Scritta da: Anna De Santis

    L'apina ed il papavero

    Svolazzando un ape appena nata,
    il primo giorno, già si era allontanata,
    voleva in fretta conoscere la vita,
    fuori dell'arnia da dove era partita.
    E volò con un ardimentoso volo,
    su un prato tutto verde con un fiore solo,
    delusa si riposò e continuò a volare,
    sperando cibo da succhiare.
    Un prato di papaveri, meraviglioso!
    Non conosceva quanto potesse essere pericoloso,
    si avvicinò alla prima corolla,
    succhiò il nettare e un po' brilla si riposò.
    Sognò fiori strani, inverosimili, poi si risvegliò.
    Riprese il volo su corolle vermiglie,
    ce ne erano mille e mille...
    s'inebriò di tutta quella droga e poi morì.
    La trovarono felice nel suo sogno,
    aveva messo fine a quel suo volo,
    vissuto solo un giorno,
    non ritornò più lì da dove era partita,
    ma meglio che una vita scolorita.
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      Scritta da: Anna De Santis

      Più niente

      Una mano sui tuoi fianchi fa presa
      una colpa resa
      di chi già è passato
      e sul corpo devasta
      la tua bocca per la vergogna muta
      senza un accusa.
      Niente resta e la vita ci presta
      ferite che non cancelli
      nemmeno lavandole spesso.
      L'acqua non potrà fermare
      ed il sangue resterà impresso.
      Senza lacrime ancora piangerai
      e penserai che è finita
      eppure la mia vita
      ancora non mi aveva dato tutto il promesso
      dimenticare non concesso...
      Quando penso all'amore
      ricordo quelle mani
      e paura e terrore non mi fanno più vivere
      le sento addosso.... adesso.
      Composta nel 2010
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        Scritta da: Anna De Santis

        Tienimi sveglia

        Tienimi sveglia non voglio dormire,
        perché questo sogno potrebbe finire,
        dammi la mano stringila forte
        dolce sarebbe anche la morte.
        Tra le tue braccia tanto sognate
        tutta la notte voglio restare,
        tienimi sveglia non voglio dormire,
        tutto domani potrebbe finire.
        Fuori dal mondo non voglio pensare,
        per te c'è un'altra e anche per me
        ma in questa stanza altro non c'è.
        Siamo da soli stretti d'amore,
        tienimi sveglia non voglio dormire.
        Altro non sogno da questa vita,
        questi momenti solo per noi.
        Dimmelo adesso dimmelo ora,
        ti amo davvero, sei unica e sola,
        triste è svegliarsi senza di te.
        Ma questa vita più che banale
        che mi fa stare sempre più male
        perché non c'è stato un giusto momento,
        questo cercarsi è un continuo tormento.
        Tienimi sveglia non voglio dormire
        stringimi ancora, fammi sognare,
        fammi morire... con te.
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          Scritta da: Anna De Santis

          Autunno

          Caldi colori, di nostalgie passate,
          foglie ingiallite
          il cielo piange qualche lacrima d'amore,
          una leggera brezza,
          sussurrando fra gli alberi, accarezza.
          Odor di terra bagnata, odor di mosto,
          e di quel fiore rimasto....
          L'autunno è come una donna che si concede,
          con i suoi molteplici profumi
          e le sue braccia protende al cielo,
          offrendole al vento, che ad ogni sua parola, cede.
          Tutta si spoglia e bagnati ha i fianchi,
          carezzate da edere odorose
          e dalle ultime rose.
          Stormi di uccelli in volo, rispondono al saluto,
          disegnando strane forme in cielo,
          e insieme gridano a tutta la natura
          coperta da una leggera foschia, come un velo
          ad un altro anno, alla prossima avventura.
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