Poesie di Anna Cottini
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Solo i miei passi parlano, verso la vetta.
Scarponi, zaino, mani ruvide,
respiro, voglia d'infinito, di ali.
Il suolo è complice del mio stupore.
Sono erba attaccata alla roccia,
sono aria incollata alla nuvola.
La bocca è arsa, bevo una goccia
che, lenta, scivola sul viso:
sapore di sudore e lacrima,
simbiosi tra terra e spirito.
Improvviso, l'immenso si espande.
Ascolto un bisbiglio: la vetta racconta al cielo...
è quasi melodia o, forse, è preghiera.
Bacio
Bacio - definizione
Sospensione di tempo,
quasi a inebriarsi,
quasi a librarsi.
Vedere una forma mai vista,
ad occhi chiusi.
Toccare l'"oltre"
che rapisce e consuma.
Qualcosa che entra improvviso,
qualcosa che si lascia incustodito.
Non percezione di suoni.
Intuizioni di odori.
Sapore d'anima svelata,
di dono, di meraviglia.
Paura che sia sogno,
paura di vuoto, dopo.
Il foglio
Non cercarmi nell'amore prestato,
nel sentimento lasciato in un'auto
e nemmeno in storie pacate
dove abitudine abbraccia la noia.
Mi trovi dentro ad un foglio sgualcito
dove la penna lega parole:
linee parallele, a volte oblique
indecise tra sopite emozioni.
Sfiorando i tragitti dell'inchiostro
saprai delle vie del mio pensiero:
s'impigliano e improvvise si sciolgono
nell'assopimento di una virgola,
poi volano in un verso senza rima
dove scivolano come in sogno
quelle cose che parlano d'amore.
Nel foglio sosta un attimo di vita.
Lo troverai in una tasca, piegato,
nel vecchio cappotto che ti va stretto:
sarà un fermo-immagine inaspettato,
sapore di carezza e cioccolato.
Ci sono posti
Ci sono posti magici
dove si accende il cuore:
mi sembra di trovare
la sciarpa che ho perduto,
le note di una giostra,
l'odore di un balocco.
Mi pare di sentire
il pollice che scivola
la buccia dei piselli
sgranando primavera.
S'inceppano i pensieri
ma snodano gugliate
del filo del passato.
Inerme mi sorprendo,
nell'ansia dei progetti,
di aver ancor bisogno
di stringere al mio petto
un orsacchiotto sporco
di lacrime e minestra.
Al di là del muro
L'edera saccheggia
il muro di confine;
lucertole nascondono
il bottino fingendo una danza,
onde flessuose ubbidienti al sole.
Bruciano le pietre nel delirio dell'arsura;
occhi bruni spiano
segreti avvolti in candidi pizzi,
movimenti di capelli e fianchi.
Al di là del muro
forse volano farfalle
sulle rose selvatiche.
I fichi gridano l'estate
aprendo la passione:
alito dolciastro,
vecchi crocifissi alle pareti,
vesti nere a nascondere
ferite e divieti.
Fugge la serpe,
zingara impaziente
nel canto ipnotico
di cicale predatrici.
Si riposa ebbra una giara
custodendo storie di sudore.
Si ricama la sera di gusto salmastro,
s'acquietano i grilli nell'intrigo della notte;
lucciole e stelle si confidano:
è il loro turno.
Il silenzio si fa brivido.
Solo al di là del muro si baciano gli amanti.