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Me ne voglio andare in riva a un fiume

Me ne voglio andare in riva a un fiume
trovare una pozza, in un suo gorgo
annegare il cuore e la vita
trafitto dalle ire di un vento diaccio
oltre le nebbie e le cime
un'ultima volta puntare
la falarica dello sguardo al vano immortale
poi ancora sputare su ricordi e amore
deturpare in eterno figure e visi...
Me ne voglio andare in riva a un fiume
come fronda arsa tombare nell'acqua
sentire il risucchio prossimo del mare
l'inutilità della luce e del sole
restituire allo spazio e al tempo
informi una vita che non chiesi.
Quanta e quale viltà necessita
per chiudere la rappresentazione
annichilirsi dietro al sipario
e confondersi col suo buio!
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    Spiriti dell'aria, musichi e danzatori

    Spiriti dell'aria, musichi
    e danzatori, portatemi con voi
    nell'oltre cielo che risorge.
    Malato e svampato son di vita!
    Voi sapete di me, del mio cuore
    conoscete la storia dei miei anni
    l'autodafè del mio destino.
    Reo d'amore e di bene.
    Sono nella cella senza grate
    miasmi respiro e vivo
    tra le inclemenze del tempo.
    Orsù non lasciatemi ancorato
    nella rada del dolore
    tinte di pena son le vedute
    intorno, scurito è l'affresco
    di albe e di tramonti,
    dai giorni niuna luce brilla
    da un buio folto e ispessito.
    A che il respiro senza luce
    i colloqui con la mia ombra
    il polverio e il vocio dei ricordi
    or dolci o funerei e amari
    che si affoltano nella bufera?
    Non udite l'eco dei miei singulti
    tra valli e dirupi, le urla
    che s'alzano dalle latebre
    dell'anima mia nell'ora alta?
    Oh labbri eterei sussurrate
    il vostro invito mi giunga
    da un varco io spicchi un volo
    uno svolìo mi esponga alla luce
    un fremere di vita rifiorisca
    una esistenza che languisce;
    su un domani lieto ricada
    il mio sguardo: ancor sfrecci
    prima che rintombi su una croce.
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      Or tu lo vedi anima mia

      Or tu lo vedi anima mia
      come veloci si schiudono
      e avvizziscono tra rovi
      i petali della vita
      come flutto alla riva
      va e viene il respiro
      come fra il tutto e il niente
      faccia spola la morte.
      Tu sai cosa è
      che si insinua
      tra la carne e le costole
      e si fa strada
      fino al cuore
      ed è più forte del dolore
      che sonda il vuoto del nulla!
      Su, vieni alla sagra
      del bene e della luce
      adornati e adduci il cuore
      non fingerti stanca
      esulta danza e canta:
      il biglietto di ingresso
      non è poi così caro
      costa solo un volo d'ali
      e pur senza domani
      ci allumerà un chiarore.
      Accompagnatrice del corpo
      batti le tue piume nell'aria
      eterea allietati e vibra d'amore
      discendi nell'essenza
      delle cose e vivi
      squarta brune e silenzi
      caricati di sorrisi e di sole!
      Pure la cicala all'imbrunire,
      sai, tra le erbe secche canta.
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        Dov'è l'acqua chiara

        Dov'è l'acqua chiara che vidi passare
        sotto il silenzio del placido cielo
        i sogni che ebbi nelle notti felici
        l'amore che baci e carezze promise!
        Tutto vanisce nell'intervallo
        fra me e me, fugge il tempo
        affonda passati anni vissuti l'oblio
        si allungano ragne e fuliggine.
        Oh sabbia fine
        che scorri nella clessidra
        un me finito si consuma
        tra scorci di albe e di tramonti!
        Passo, vivo e sparirò
        senza aver visto tutto
        seguo il fiume della vita,
        come chiunque altro immerso
        mi adatto a sopravvivere
        anticipa la sonda dello sguardo
        acuto la mia penombra
        e nulla posso fare
        per interrompere il niente incipiente
        che vedo nel suo candore annerito.
        Senza luce nella luce, sub umbra,
        mi accorgo ancora di me
        tra straniamenti mi distendo
        addormentandomi vecchio e ansante
        nella mia ignoranza di sempre.
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          Che ragione c'è di guardare ancora

          Che ragione c'è di guardare ancora
          il cielo il mare e le stelle
          di correre dietro restie illusioni
          e attizzare altro fuoco nel cuore.
          Si sbriciola e si accorcia la vita
          forse domani sarà tutto compiuto
          e non gireremo più intorno al nulla
          smidollato è già ogni desiderio
          rasa al suolo la speranza
          e niente e niente più voglio
          della schiuma che si è dissolta.
          Mi resta sì il respiro in salita
          il ricordo di qualche imbarco
          sull'arenata goletta dell'avvenire
          la conoscenza acuta della realtà
          da cui fui sorpreso e sconfitto
          quando una scintilla mi illuminò
          e l'animo in salute ammalò
          dell'incurabile morbo di vivere.
          Possiamo appena solo narrare
          deglutire davanti a blindate
          vetrine di sogni luccicanti,
          pensare di vedere e sentire
          ciò che da tanto non ci appartiene:
          giovinezza e amore.
          Che accade di visibile conforto
          oltre lo sgocciolio del tempo
          e il tedio del prima e del dopo
          il venir del vuoto compimento
          senza aver visto mai il pieno!
          Passano di gitto figure di seta
          sorrisi e fili di luce nello sguardo
          anteriore di me che ieri fui la sera
          spenti toni poi effonde l'arpa muta
          tra le grate della cella buia
          in cui sconto la mia condanna
          bramando condono di giorni futuri.
          Oh il sole irraggiunto... irraggiungibile
          che conserva il suo oro sorridente!
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