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Scritta da: A. Cora

È tardi

È tardi,
quasi già sera
mentre passeggio il meriggio

Seguito dai passi dal'ombra, allungata
al suolo distesa, nel suo
confuso sapore

È tardi, prolungato il rintocco del'ore
l'orizzonte d'un giorno d'azzurro vissuto
disperde tra nebbie colori

È tardi, quando il bussar della sera, rivela al'udito premura
Nelle grevi suture, nei solchi divelti del cuore ferito
testardo l'amore, ancora respira

È tardi, mentre il cupo di notte più scura, al'occhio
smarrito, nel tempo d'allora
non desta alcuna paura

Mentre la vecchia panchina, d'amore finiti solcata
mostra, resti d'istanti voraci, carezze
proibite rubate

È tardi, ma è presto, nel tempo che resta
nei diversi trascorsi spezzati
di coppia

Attender da solo
la notte.
Composta sabato 6 luglio 2013
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    Scritta da: A. Cora

    Il soffio della voglia

    Il
    soffio sottile della
    voglia

    Accarezza languidi e sbiaditi
    ricordi, appesi ancora
    in memoria

    Esuli fremiti, attendono lo sfumato
    ritorno, di quel sapore
    perduto

    Il rammarico scioglie la fierezza, che il pensiero
    divora, celato nella macchia
    inviolata

    La virtù prigioniera del corteggiatore errante, brancola
    nel mare salato, dei sogni in volo
    caduti

    Superfluo ormai è gettare l'ancora, nella
    melma dei silenzi di
    vane parole

    L'indescrivibile sorriso, cattura
    l'anima del silenzio e
    doma l'inquieto
    pensiero.
    Composta sabato 2 maggio 1998
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      Scritta da: A. Cora

      Tasto che stona

      È sempre
      quel tasto che stona
      a lasciare a musica amata
      quel distorto, confuso, oscurato
      rumore

      Come nei tempi d'allora, quando d'amore
      colmata splendevi, mi camminavi nel cuore, come
      se fosse un sentiero, del quale
      eri padrona

      Come quel'ape golosa che torna dopo la pioggia, a succhiare
      il colore del fiore

      Folle illusione in memoria, nessun amore poi torna, a
      rammendare contorni, che si son rotti
      da soli

      Solo d'un baleno ricordi, a splendere come il sole
      nelle lusinghe d'un cuore

      Un sordo frequente rumore, quando al calar
      della notte scorgo, tra l'ombre
      parole

      Ove stolti pensieri annegare, mentre
      nel soffio del vento
      Come allora
      scompari.
      Composta mercoledì 4 ottobre 2000
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        Scritta da: A. Cora

        Brivido caldo

        Ridammi
        quel brivido caldo
        di cielo, di vento, di sole

        Quella voglia d'intenso peccato
        quelle bocche gustarsi tra loro, distanti da
        ogni pudore

        Carezze di mani sudate, nudi corpi avvitati, premura
        rabbiosa assetata, ch'affondava decisa
        in quel fiore

        Sapori di donna in calore, meraviglia da togliere il fiato
        emerso da terra infuocata, quel corpo da poco spogliato
        Pelle divelta al piacere, da bere a sorsate
        per ore

        Facile e sottile il tuo osare, sfiorando con gusto il volgare, fra
        sobbalzi di corpi al gioire, nel piacere
        d'un gusto preciso

        Parvenza d'un battito d'ali, vederti tra ciglia socchiuse
        supplicare di farti impazzire
        Corpi d'abbracci sepolti, su bocche più calde del sole
        inondate da densi sapori

        Nel girarti dal fare sinuoso, tra carezze
        e qualche rossore, fra occhiate
        di mute parole

        Mi dicesti, facciamolo
        ancora.
        Composta mercoledì 2 giugno 1982
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