Poesie di Angelo Cohelet
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Mio Signore che stai lassù
e mi guidi con saggezza
per impervi sentieri alla meta,
Ti ringrazio di esistere
e Ti prego di continuare
a vegliare su di me...
Ma con il Tuo aiuto
tutto mi sarà possibile,
mio Dio Tom Tom...
Scendiàmo
Scendiamo anche oggi dai nostri destrieri,
ricoperti di sudore e di sangue;
scrolliamo la corazza barbagliante
ed il cimiero che incute terrore!
Abbiamo vinciuto una grande battaglia
un'altra più grande attende domani.
Possiamo dormire tranquilli stanotte,
il mondo plaudente è lì fuori che aspetta;
e quella vecchietta che ho visto stasera
guardar con la morte negli occhi, non c'era.
E fino a domani noi siamo immortali.
Alla montagna con la gobba
Còricati adagio dietro la montagna
con la gobba, sole, che sei stanco
di un'altra giornata affannosa,
piena di minuzie gigantesche
e di lampi radi di realtà.
Adagio tìrati le coltri delle nubi
a coprire il tuo sonno ed a lasciare
la terra il mondo noi, me soprattutto
a contendere all'animo meschino
briciole e sprazzi di luce divina.
Angelo azzurro
Ma quello che ricordo più di tutto
sono le tue sopracciglia riarse.
Invece dei capelli, fuliggine nera.
Camminavi come un automa
uscendo dall'inferno ruggente
di un bar dal nome sognante.
Angelo azzurro che ora volteggi
in paradiso – se ci credi al paradiso-
o mucchio di cenere fumante
corroso dal tempo sottoterra,
sul tuo pube devastato su cui misi il fazzoletto,
sulla pelle che si staccava a brandelli
seduto immoto sulla seggiola del bar di fronte,
è naufragato un ideale – cento, mille sogni –
il mio sogno!
È diventato un incubo dolente
e cento fotogrammi spezzettati
sanciscono su quel selciato
la fine del sessantotto.