Virgilio

Poesie di Angelo Cohelet

Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi.

Scritta da: Angelo Cohelet
Mio Signore che stai lassù
e mi guidi con saggezza
per impervi sentieri alla meta,

Ti ringrazio di esistere
e Ti prego di continuare
a vegliare su di me...

Ma con il Tuo aiuto
tutto mi sarà possibile,

mio Dio Tom Tom...
Angelo Cohelet
Composta martedì 8 dicembre 2009
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Angelo Cohelet

    Scendiàmo

    Scendiamo anche oggi dai nostri destrieri,
    ricoperti di sudore e di sangue;
    scrolliamo la corazza barbagliante
    ed il cimiero che incute terrore!

    Abbiamo vinciuto una grande battaglia
    un'altra più grande attende domani.

    Possiamo dormire tranquilli stanotte,
    il mondo plaudente è lì fuori che aspetta;
    e quella vecchietta che ho visto stasera
    guardar con la morte negli occhi, non c'era.

    E fino a domani noi siamo immortali.
    Angelo Cohelet
    Composta nel 1986
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Angelo Cohelet

      Alla montagna con la gobba

      Còricati adagio dietro la montagna
      con la gobba, sole, che sei stanco
      di un'altra giornata affannosa,
      piena di minuzie gigantesche
      e di lampi radi di realtà.

      Adagio tìrati le coltri delle nubi
      a coprire il tuo sonno ed a lasciare
      la terra il mondo noi, me soprattutto
      a contendere all'animo meschino
      briciole e sprazzi di luce divina.
      Angelo Cohelet
      Composta nel aprile 1986
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Angelo Cohelet

        Angelo azzurro

        Ma quello che ricordo più di tutto
        sono le tue sopracciglia riarse.
        Invece dei capelli, fuliggine nera.

        Camminavi come un automa
        uscendo dall'inferno ruggente
        di un bar dal nome sognante.

        Angelo azzurro che ora volteggi
        in paradiso – se ci credi al paradiso-
        o mucchio di cenere fumante
        corroso dal tempo sottoterra,

        sul tuo pube devastato su cui misi il fazzoletto,
        sulla pelle che si staccava a brandelli
        seduto immoto sulla seggiola del bar di fronte,
        è naufragato un ideale – cento, mille sogni –
        il mio sogno!
        È diventato un incubo dolente

        e cento fotogrammi spezzettati
        sanciscono su quel selciato
        la fine del sessantotto.
        Angelo Cohelet
        Composta nel aprile 1988
        Vota la poesia: Commenta