Il tartufo

Il cane nasava cogliendo l'aria dalla terra
col suo dafar snidava le radici; il tartufo
veniva alla luce, con quell'odor pungente
e nel pulirlo, ancor più si sentiva.

Una folaghetta passava incerta sul
frollo fogliame, mettendo in frummia il cane.
- Color gazzuolo era il cielo -
sparsa la nebbiolina
leggera per gli uccelli la mattina.

Il sole s'abbandonava fra gli alberi filando,
salavano l'aria voci vernacolari, nelle
distese di silenzio.
Le braccia della natura erano dentate e
insieme al cane, si cercavano le radici.
Angelamanuela Tosi
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