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Santa Rita

Inspiravo le rose, tutt'attorno,
nel pianto dei ceri fiammule tremabonde:
stringevo sul cuore una rosa sanguigna,
di odore confuso.

Correva sulla litania la prece disgiunta,
mentre sulla terra s'ammucchiava la sera.

Un agostiniano, alzava gli occhi e l'aere incensava,
dall'alto la Santa guardava;
come sospesa mi lasciavo portare,
sospinta da gente lunare.

Ero accesa, fra liquide fiamme struttura di spina,
chiedevo una grazia divina.
Composta martedì 19 maggio 2015
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    Il grecale

    In certi pomeriggi d'aprile solevo andare,
    fra intagli di rocce scure e battute come il ferro,
    e fiori rupestri inaccessibili che mi sfidavano, mossi dal grecale.

    Voli lontani e viottoli dove perdersi per gioco,
    verso l'ignoto che il monte col suo respiro ingoiava.
    Camminavo e calciavo ciottoli un po' a destra, un po' a manca e, scavalcando sterpi di serpi,
    l'anima schiava, liberavo.

    Guardavo dall'alto una valle di radici sommerse.
    Composta nel aprile 2000
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