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Rinascere

Se io volessi riaverti intatto,
senz'ombre o sotterfugi,
dovrei ricomporti sotto il nostro faggio;
quando mi raggiungevi trafelato,
col tuo raggio verticale,
mentre la notte chiedeva al giorno di tardare.

Se io volessi riaverti intatto,
dovrei scagliare i miei tormenti,
scalfire le memorie ed i momenti,
caduti dal tetto delle stelle
e far del mio pensiero materia viva.

Quindi rinascere e invece di parlare, vagire.
Composta nel aprile 2000
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    Il lombrico

    La pioggia, si sa, disseta la terra e a volte in superficie
    spuntano i lombrichi; ciechi e teneri come appena nati,
    a respirare.

    In bellavista, esposto più del dovuto e non ancora fuor del tutto, un lombrico, la zolla par volere trattenere,
    ma lui si gonfia e s'innalza, quasi fosse posseduto.

    S'incanta e si muove in modo strano poi, si contorce,
    sembra voler tornar nel buco, ma in quel mentre,
    una simpatica merla, lo afferra e tira, fintanto che lo sguscia dalla terra.
    Composta nel aprile 2006
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      Il lucignolo

      Esausta, corro incontro alla sera,
      anche la nube nera soccombe;
      al rientro mi sento anima nel grembo materno.

      Non apro bocca, ho voglia del mio silenzio,
      un fruscio s'apre nel veloce spoglio;
      cedo all'acqua e già si debella la stanchezza.

      Nella stanza la debole luce della luna,
      l'osservo pare vetro smerigliato;
      lascio aperta la finestra e accendo una candela,
      comincio a mirar la fiamma in estasi di fuoco.

      Man mano, il lucignolo s'allunga,
      pare animato da un voler supremo;
      galleggia nel suo limpido calor disciolto
      abbandonando la vita di nero filo ritorto.
      Composta nel aprile 2010
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