Questo sito contribuisce alla audience di

Qualcosa di stupido

Volevo soltanto il dolce e un po' di thè,
ma tu mi cantavi Something stupid
e il tuo sguardo si perdeva,
mentre ti scuotevo con fraterna compassione.

Ogni tanto mi parlavi di un amore infelice,
volevo conoscere quella stupida che ti faceva piangere,
ma tu mi rispondevi ch'era impossibile.

Poi, il silenzio e nel silenzio,
mi piaceva pensare di non pensare affatto.

Di nuovo le note rifocillavano l'aria.
sottraendo alla parete la sua nudità,
nell'armonia che si proponeva sonnecchiando.
Composta nel giugno 2010
Vota la poesia: Commenta

    La tua voce

    Sul fare della sera ti ho visto guardare la luna,
    come fosse la prima e unica volta,
    davanti a noi nel verde il dondolio dei papaveri,
    e la tua voce che sussurrava la poesia.

    Una bandiera a fiamma armeggiava da una torretta,
    sulla montagna era protetto il sito dell'aquila di Bonelli,
    il blu del cielo s'intensificava e all'orecchio ti dicevo:
    "dai, vieni, andiamo via".

    E tu, hai dapprima seguito la mia voce,
    poi, l'hai inseguita,
    fintanto che s'è persa nel nembo che maggio attraversa.
    Composta nel maggio 2014
    Vota la poesia: Commenta

      La tua voce

      Sul fare della sera ti ho visto guardare la luna,
      come fosse la prima e unica volta,
      davanti a noi nel verde il dondolio dei papaveri,
      e la tua voce che sussurrava la poesia.

      Una bandiera a fiamma armeggiava da una torretta,
      sulla montagna era protetto il sito dell'aquila di Bonelli,
      il blu del cielo s'intensificava e all'orecchio ti dicevo:
      "dai, vieni, andiamo via".

      E tu, hai dapprima seguito la mia voce,
      poi, l'hai inseguita,
      fintanto che s'è persa nel nembo che maggio attraversa.
      Composta nel maggio 2014
      Vota la poesia: Commenta

        Santa Rita

        Inspiravo le rose, tutt'attorno,
        nel pianto dei ceri fiammule tremabonde:
        stringevo sul cuore una rosa sanguigna,
        di odore confuso.

        Correva sulla litania la prece disgiunta,
        mentre sulla terra s'ammucchiava la sera.

        Un agostiniano, alzava gli occhi e l'aere incensava,
        dall'alto la Santa guardava;
        come sospesa mi lasciavo portare,
        sospinta da gente lunare.

        Ero accesa, fra liquide fiamme struttura di spina,
        chiedevo una grazia divina.
        Composta martedì 19 maggio 2015
        Vota la poesia: Commenta