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Ode al Parmigiano Reggiano

Ascoltate le mucche che tranquille pascolano,
stanno preparando il latte nostrano,
che darà vita al buon parmigiano.

In ogni piatto o, mangiato a pezzetti,
tira su di tono davvero un bel dono:
una spinta gentile come un giorno d'aprile.

Ascoltate le mucche nel loro mugghio,
guardate i loro occhi mansueti,
-senza segreti-
come è senza segreti il parmigiano.
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    Anna V.F.

    Sei troppo pallida Anna, sciupata,
    com'è sciupato il fiore dopo la tempesta,
    le mani strette al cellulare, tremano.

    Piangi sommessamente,
    occhi di brillante nero,
    pettine di dita passi nei capelli,
    e fra le labbra un muto-suono,
    par sorseggiar il sole dietro la persiana.

    Gl'incensi s'innestano nell'aria,
    in geroglifici di danze indiane,
    il profumo ramifica nel tuo corpo
    s'inoltra nel sentiero,
    e quasi di botto ti colleghi con Morfeo.

    ,.
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      La scampagnata

      Se rompe il tempo niente scampagnata,
      niente raccolta dei funghi:
      nel bosco, lasciamoci Pan,
      con la sua siringa stretta in mano,
      dietro ad una quercia a sonar,
      con quanto fiato ha in gola.

      Lasciamolo a provocar panico,
      a un'algida ninfa che fuggirà,
      imbattendosi in gruppi di "soldati"
      inermi e smarriti, ai quali,
      apriremo le porte dei nostri granai.
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        Vivere

        Quando il mio vivere,
        aveva la giovinezza in pugno,
        l'ingenuità negli occhi e nei pensieri:
        odoravo di pane, ma non avevo fame
        e m'allontanavo.

        Nel calore del sole sorsi più volte,
        con mani e pelle dorata
        e tanta meraviglia inanimata.

        T'immaginavo difronte al mare, a sostare:
        m'attendevi, coi piedi nervosi nella sabbia.
        T'immaginavo semplicemente ed ero lì con te.
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