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Un paesino svizzero

Nel verde più verde che c'è
uno scoiattolo sui rami fulmineo,
trafigge l'occhio annullandosi.
Un paese sul fiume Limat, un ristorante,
sempre sul fiume Limat,
dove la cucina è italiana.
I gatti sono di casa, m'ammaliano,
alcuni hanno preso posto sulla terrazza,
col pelo che freme al sole,
annusano l'aria della cucina: c'è da leccarsi i baffi!.
Uno di loro m'accompagna,
con la coda in perpendicolare,
elogiato dalla mia voce si lascia accarezzare.
Poco più in sù sorge dall'erba un cimitero,
le lapidi sono sagome radicate,
afferrate al muschio vicine alla via.
C'è, poco distante da Sonnenbergstrasse,
una Chiesona che sembra un bunker,
e, solo entrando il cuore si risolleva;
lassù, sul fondo, il Crocefisso, e ti senti a casa.
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    L'anguria

    Mia cara anguria quanto mi piaci,
    affondo i miei denti e prendo i tuoi baci,
    la mia ugola gongola del rosso tuo succo,
    che scende polposo con un po' di risucchio.

    Alt!, ai semi, quelli li butto:
    schizzan ribelli i neri fratelli,
    la sete è golosa e continuo addentare,
    un seme sfugge, ma non lo lascio passare.

    Sapore diverso e altro colore,
    sono alla buccia, che mi guarda,
    col suo largo sorriso.
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      Mare

      Nel rumore del mare io ti sento
      albeggiare sulla riva ionica,
      col tuo canto che patisco dentro,
      stordita dal gemito del vento.

      Vitale al mio fianco io ti vedo,
      il tuo sorriso un bianco di conchiglia,
      nella fluida maniglia delle onde
      circondato dalla meraviglia.

      Mare senza pace, che pace dai
      a noi, sconosciuti sulla terra,
      solo con te possiamo stare,
      bagnandoci di lacrime di sale.
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