Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

L'amante

Disperato il tuo impulso,
divora il tuo silenzio.
Tenace e perverso,
non ha tempo,
solo capriccio,
senza colpa nell'atto
a tuo contrario,
al mio cospetto,
giustiziere e martire,
allo stesso tempo,
tu,
passione e sentimento,
fugace, meschina canaglia,
che ardi in fiamme dell'inferno,
che innalzi e alimenti,
erotismo e appagamento,
inquietudini abissali senza intento,
che non spirano come i giorni,
in pochi istanti.
Angela Mori
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    FATA

    Tu che nasci nel rosa dell'aurora,
    Prosperi stupendi più d'ogni creatura,
    giache rugiada fresca ti alimenta,
    Brezza mite ti culla,
    e sole caldo ti bacia.
    tu che cosi raffinata volteggi,
    tra spighe bionde dì grano,
    e papaveri amaranti
    e poi ti sposti,
    su boccioli in fiore,
    tu che dì essi sai ogni nome,
    ogni trama ed ogni odore,
    tu che raccogli zagara,
    e l'adagi tra i capelli,
    tu che vesti petali dì rose,
    e calzi foglie d'edera acerba,
    e poi graziosa e libera,
    con ogni erba che ti accarezza,
    svaghi e canti da sola.
    tu che ti assopisci
    in un campo dì margherite,
    e poi al risveglio,
    corri al mare,
    per rinfrescarti tra la spuma delle onde
    e poi lì fermarti come a meditare.
    tu, fata senza tempo,
    in questo spazio chiamato mondo,
    al crepuscolo su alte cime,
    ti elevi in volo,
    poi lenta, vai su fino al cielo,
    e tra fulgori d'oro e d'argento,
    eterna ti addormenti,
    sulla tua amica luna.
    ANGELA MORI.
    Angela Mori
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Lui nel vento (io l'aspetto)

      Lo vidi,
      Seduta, non molto distante,
      Era alto e lasciava librarsi la camicia,
      Slacciata contro il vento.
      Braccia larghe all'orizzonte,
      Sembrava ingoiasse nuvole,
      E fiatasse l'infinito;
      Il mare sotto di lui,
      Che su una rupe stava in piedi,
      Era scuro ma non aggressivo,
      Temibile ma non orribile.
      Aguzzai la vista e i suoi capelli,
      Sembravano petali arrendevoli,
      E sottomessi alla brezza.
      Rideva e blaterava,
      Parole che non comprendevo,
      A un tratto cantava,
      E venerava il cielo.
      Era bello, bello davvero,
      Una visione colma di letizia,
      In quello spazio solitario,
      Straordinario e pacifico,
      Anche il sole sembrava,
      Tramontasse calmo per ammirarlo.
      Pareva un angelo,
      Appena caduto sulla terra,
      O fenice da spoglie risorta;
      Sembrava quasi fosse partorito dal mare,
      E fosse l'anima del sole.
      Pativo il cuore esplodere nel petto,
      Credei d'innamorarmi per un istante,
      Di quel folle che stornellava al vento.
      Si voltò di scatto,
      Udendo i miei passi sui sassi,
      Gli andai incontro,
      Felice e controvento.
      Pochi varchi ancora,
      E avrei inteso l'eterno,
      Abbracciato il sole,
      E lambito Apollo,
      Che instancabile,
      Cantava al vento.
      Spasimava anche lui,
      Ne ero sicura,
      Avrebbe stretto una donna,
      Che per lui aveva proceduto nel vento.
      Mentre il mare sotto di noi,
      Frastagliava ora più violento.
      Mi sorrise per un secondo,
      Notai stille sul viso splendido,
      E pensai fossero di gioia.
      Un fuggevole sguardo,
      Pochi passi appena,
      E lo vidi alzarsi in volo;
      Sembrava energico come falco,
      Soave come cigno,
      Chiaro come gabbiano,
      Mentre rasentava le onde rapidamente,
      Tra bagliori e cerchi d'oro e d'argento,
      Accompagnato dal vento.
      Tra le acque lui, sta adesso,
      E tra un po' verrà ad amarmi,
      Ghindato di bronzo e di brillanti.
      Salirà innalzato dalle acque,
      A mani stese verso me, nel vento.
      Sono qui che aspetto,
      Da assai anni dicono i passanti,
      O forse più ma non cosa importa?
      Il mio amore che nel vento canta,
      Da un flutto uscirà contento.
      Io l'aspetto, seduta qui su la riva,
      E non la smetto.
      Angela Mori
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Lingua

        Disgusto mi dai
        Aspide vermiglio,
        Fermati e muori
        In quella sporca prigione
        Che odora di fumo e liquore
        Non dimenarti più
        Cercando di sputar rancore.
        Raggrinzito e livido
        Prova a gustar
        Il sapore del miele
        Non solo fiele
        Deve esser tuo vitto,
        Della crudeltà dei tuoi pensieri,
        Io voglio fuggire.
        Angela Mori
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