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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Notte con lui

La notte gli cade addosso,
ombrosa e screziata d'argento;
soave il suo sonno cela,
pensieri non reali
che statici nei sogni sostano.
Dischiuse vermiglie labbra
fiato che sa d'arsura ancora,
consumato come il giorno trascorso
sul mio corpo.
Ridestarlo con un bacio vorrei,
sotto il candore della luna
che illumina il suo magnifico volto,
mentre il vento d'autunno
echeggia alla finestra,
come un perseverante canto
che tiene sveglia la mia brama.
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Agli artisti

    Beviamo tutti il vino della follia,
    Nel calice dell'esultanza che la contiene.
    Miscelando alle vene,
    La saggezza alla frenesia.
    Irragionevole diventa appagato,
    Chi si sfama alla tavola dell'arte.
    Per lei si sfida il rischio,
    Si gioca con la sorte,
    S'ingoiano critiche,
    E ci si abbiglia ad applausi.
    Per lei si galoppa su cieli di terra,
    Ci si sdraia su terre di nuvola,
    Per lei si patisce, si gioisce,
    Si provocano il pianto altrui e il sorriso.
    Il sangue dell'artista è adrenalina,
    Il cuore batte forte a ogni creatura
    Che partorita viene.
    L'artista distingue ovunque l'armonia,
    Ammira l'abiezione e la bellezza,
    Le condivide anche quando le disprezza,
    Che sia cantata, letta o dipinta,
    Che sia suonata, ballata o interpretata,
    L'artista sfoggia la sua Musa,
    Al mondo intero spesso,
    Celata, schernita e disillusa.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Giovani genitori

      E ti osservava poco distante,
      Come Paride la bella Elena
      Ti ammirava nei tuoi abiti color dell'empireo,
      Con l'espressione di riverita adorazione.
      Il suo sguardo lodava i tuoi contorni,
      E l'ebano dei tuoi capelli,
      Che sfiorava il viso stanco,
      E le tue labbra scarlatte,
      Che asserivano emozionate,
      Mentre i tuoi occhi,
      Come noci d'autunno,
      Irradiavano aurei abbagli,
      Agli ultimi fasci del sole.
      Ti spiava con amore e venerazione,
      Finché le tue mani gesticolavano adagio,
      Femminili le dita affusolate,
      Alla pesantezza dei finti diamanti,
      Non si soggiogavano.
      Gratitudine nel suo cuore,
      Per chi ti fece tanto bella,
      E ancora grazie nei suoi pensieri,
      Per te, che gli donasti,
      La cosa più desiderata.
      Giovane, tenera genitrice,
      Vita che da vita,
      Giovane, orgoglioso padre,
      Innamorato di figlia e madre.
      Composta venerdì 6 settembre 2013
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        L'amante

        Disperato il tuo impulso,
        divora il tuo silenzio.
        Tenace e perverso,
        non ha tempo,
        solo capriccio,
        senza colpa nell'atto
        a tuo contrario,
        al mio cospetto,
        giustiziere e martire,
        allo stesso tempo,
        tu,
        passione e sentimento,
        fugace, meschina canaglia,
        che ardi in fiamme dell'inferno,
        che innalzi e alimenti,
        erotismo e appagamento,
        inquietudini abissali senza intento,
        che non spirano come i giorni,
        in pochi istanti.
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          Scritta da: ANGELIKA MORI

          FATA

          Tu che nasci nel rosa dell'aurora,
          Prosperi stupendi più d'ogni creatura,
          giache rugiada fresca ti alimenta,
          Brezza mite ti culla,
          e sole caldo ti bacia.
          tu che cosi raffinata volteggi,
          tra spighe bionde dì grano,
          e papaveri amaranti
          e poi ti sposti,
          su boccioli in fiore,
          tu che dì essi sai ogni nome,
          ogni trama ed ogni odore,
          tu che raccogli zagara,
          e l'adagi tra i capelli,
          tu che vesti petali dì rose,
          e calzi foglie d'edera acerba,
          e poi graziosa e libera,
          con ogni erba che ti accarezza,
          svaghi e canti da sola.
          tu che ti assopisci
          in un campo dì margherite,
          e poi al risveglio,
          corri al mare,
          per rinfrescarti tra la spuma delle onde
          e poi lì fermarti come a meditare.
          tu, fata senza tempo,
          in questo spazio chiamato mondo,
          al crepuscolo su alte cime,
          ti elevi in volo,
          poi lenta, vai su fino al cielo,
          e tra fulgori d'oro e d'argento,
          eterna ti addormenti,
          sulla tua amica luna.
          ANGELA MORI.
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