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Poesie di Angela Mori

Poetessa e scrittrice, nato a CATANIA (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: ANGELIKA MORI

Stretta a te

Tienimi così,
Che si son fermate le nuvole in cielo,
Che i sospiri son diventati esuli
Sul petto tuo.
Tienimi così
Che Il mondo sì e arrestato,
Che il mare
Ha smesso di ondeggiare
E la brezza,
Ha smesso il suo moto.
Tienimi così,
Che non esiste più lo spazio
Che il tempo è solo un ricordo
Che senza di te ho vissuto appena
Gli ultimi giorni della mia vita.
Ora potrei morire
Semmai la morte esista
Forse essa è solo,
Un vivere in tua assenza;
Una non vita,
Acre e colma d'amarezza
E se non vita sarà
Non m'importa,
Perché tu mi hai tenuto
Dolcemente così,
A te stretta!
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    Scritta da: ANGELIKA MORI

    Sorridi

    Sorridi!
    Sconforto sulla faccia rugosa,
    Dalla magrezza imbarazzante,
    Dove fame nutre il corpo,
    Occhi ancor vispi in un'infelice parvenza,
    Di speranza.
    Sorridi!
    Con la mano
    Protratta in avanti,
    Che veterano ebano raggrinzito pare,
    Voce dell'indigenza,
    Che invoca pietà e carità.
    Sorridi!
    Sotto gli abiti sciupati dal tempo,
    Cuore che picchia lento,
    La fiacchezza della mancanza,
    Offusca la vigoria scomparsa,
    Nella riarsa terra da cui provieni.
    Sorridi!
    In quella bocca senza cura,
    Macchiata e inferma,
    Dalla trascuratezza.
    Sorridi!
    Una supplica, una richiesta,
    Una preghiera guidata dal bisogno,
    In ginocchio resti,
    Tra i viandanti indaffarati.
    Mi fermo, ti scruto e penso.
    Sorridi!
    Tu che riso dovresti mutare in pianto,
    Mentre chi vive tra gli averi,
    Piange inappagato e mal contento.
    Tu sei forte Signora della privazione,
    Molto più forte dell'inedia
    E della mestizia stessa.

    Angela Mori.
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      Scritta da: ANGELIKA MORI

      Il mostro che hai dentro

      Vomitare le angosce,
      Nella fogna della disperazione,
      Non le allontana,
      Ma le accresce
      Come fa con l'amarezza.
      Il mostro che ti sta dentro,
      Si sostenta dell'alimento
      Che nella tua mente trattieni-
      La mancanza di vita,
      Non soffre l'ostilità,
      Che hai per la società intera,
      E che è immensa,
      Come quella per la tua anima.
      In castigo di vergogna e sconfitta,
      Gli occhi rigettano lacrime,
      E il cuore rancore.
      Nascondi le tue mani unte,
      Come armi del delitto,
      Di te stessa.
      Sapore acre nella tua gola,
      E nel maligno specchio,
      La tua storta apparenza si deforma
      E riflessa muore
      A ogni vomito.
      E non c'è miglior cura,
      Se non nel tuo stesso amore,
      Che soffocato, giace,
      Sconnesso nella tua testa.
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        Scritta da: ANGELIKA MORI

        Le nuvole

        Nuvole grigie come fumo,
        Che nel sole avanzano.
        Nuvole lievi e sottili,
        Schizzi nel cielo smisurato.
        Nuvole chiare nuvole scure,
        Nell'azzurro orizzonte,
        Nuvole che il vento spinge,
        Nuvole soffici e certune sfilate
        Che uccelli in alto,
        Paiono accarezzare.
        Nuvole che balenano e si dislocano,
        Nuvole che maliziose,
        Si fanno immortalare.
        Nuvole che dipingono,
        Astratte figure in movenza;
        Nella fantasia, volti e oggetti,
        Nuvole che fan meditare
        Sul paradiso aspirato,
        Nuvole che ispirano gli artisti,
        Che cantano i cantori,
        E contemplano i poeti,
        Nuvole che accolgono,
        Mostri di lamiera,
        Che sembrano spaccarle,
        Percorrendogli in mezzo.
        Nuvole che osservo
        Mentre il vento le allontana,
        Nuvole che amo,
        Che esamino rallegrata,
        Mentre svagano e volteggiano.
        Bacio nuvole d'improvviso,
        Poiché in una di esse,
        Riconosco il tuo viso.
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          Scritta da: ANGELIKA MORI

          Lacerazioni di un’anima

          Sconfortata e sola
          nessuna armonia le rasenta la mente;
          non è bella
          non è intelligente,
          per l'invidia delle altre.
          Una ragazza che il sole
          non bacia mai,
          con i suoi pensieri ambigui,
          contro le mode
          a favore del bene
          come una strega buona
          che sulla schiena del suo gatto,
          riversa il suo amore in carezze:
          unico compagno che la consola.
          Da molti considerata avversa,
          dalla genitrice noncurante,
          sventurata catena.
          Forte solo della sua gioventù,
          senza'amore con il vento in fronte
          e frecce acuminate al cuore;
          quel cuore giovane
          che non accetta l'iniquo
          ma si fa male;
          triste, leggera, ingrata.
          Gli altri piangono perché è giusto,
          per loro lei singhiozza per capriccio,
          ma sulla sua pelle ha un taglio
          che urla taciturno aiuto
          e chiede imminente amore,
          mentre affronta i demoni
          del suo nefasto e aspro dolore.
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